Le condanne della Corte dei conti | Ma la Regione non può riscuotere

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07 Febbraio 2018, 12:50

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PALERMO – Il dirigente generale delle Finanze lo ha messo nero su bianco. E quelle parole somigliano a un appello. Anzi a un “sos”. L’assessorato all’Economia non riesce a riscuotere le somme che derivano dalle condanne per danno erariale per quei casi in cui a essere danneggiata è, appunto, l’amministrazione regionale. Insomma, la Corte dei conti condanna, ma la Regione non riesce a incassare. O almeno, incontra enormi difficoltà quando prova a farlo.

Lo ammette Gaetano Chiaro, nella nota inviata al governo poi sfociata in una delibera di giunta con la quale si cerca adesso di rimediare. “Questo dipartimento – scrive il 22 dicembre scorso – è stato individuato quale struttura unica, nell’ambito della Regione, designata a provvedere al recupero dei crediti derivanti dalle sentenze per danno erariale, pronunciate dalla Corte dei conti, ove il soggetto danneggiato sia la Regione siciliana, che, pertanto, sono tutte qui comunicate dalla competente Procura regionale”. Una condizione frutto di una delibera del 15 febbraio del 2017 quando il governo Crocetta ha deciso di rimodulare la struttura dei dipartimenti regionali. Caricando quindi sulle Finanze il peso di queste nuove pratiche.

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Pochi mesi dopo, però, ecco anche l’esodo di sette dipendenti, che ha reso ancora più difficile la situazione. La “consistenza numerica” dei dipendenti di quell’ufficio insomma, scrive Chiaro, è “esigua ed insufficiente per garantire il puntuale adempimento dei compiti istituzionali”. Per questo motivo, il dirigente ha chiesto l’invio di 18 dipendenti (8 funzionari direttivi e 10 istruttori direttivi). Un appello raccolto dall’assessore all’Economia Gaetano Armao che parla chiaramente, nella relazione portata in giunta pochi giorni fa, di “notevoli difficoltà legare all’istruttoria delle pratiche relative al recupero dei crediti derivanti dalle sentenze per danno erariale”.

Una questione sollevata già pochi mesi fa, con una nota inviata dallo stesso dirigente Chiaro al neo assessore della Funzione pubblica Bernadette Grasso. Da lì, ecco partire le procedure di mobilità dei dipendenti regionali, avviate attraverso un avviso pubblicato sul sito della Regione. A quell’avviso, però, non hanno risposto in diciotto. Ma solo dieci persone. Di queste, solo una aveva ottenuto, fino a pochi giorni fa, il nulla osta del proprio capodipartimento. Un nulla osta che non sarebbe però obbligatorio, visto che la proposta arrivata poi in giunta è quella di una “assegnazione straordinaria” alla quale il governo può ricorrere in alcuni specifici casi previsti appunto dalla recente circolare sui trasferimenti. E così, ecco i primi dieci dipendenti che dovranno traslocare. In attesa che la Funzione pubblica individui gli altri otto.

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07 Febbraio 2018, 12:50

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