Liberi consorzi, disco verde | in commissione Affari - Live Sicilia

Liberi consorzi, disco verde | in commissione Affari

Approvato l'intero articolato del ddl su Liberi consorzi in sostituzione delle Province. Domani il voto finale in commissione.

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PALERMO– La commissione Affari istituzionali dell’Ars, presieduta da Antonello Cracolici (Pd), ha approvato l’intero articolato del ddl su Liberi consorzi in sostituzione delle Province. Domani il voto finale in commissione.


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Commenti

    NON VOTEREMO PIù IL SIG. CRACOLICI

    @annalaura: garantito!

    Bravo On.le Cracolici io e i miei amici invece la voteremo, si risparmieranno un sacco di soldi che sono quelli che mancano, finiremo di pagare queste altre zavorre che ci costavano un patrimonio, e con i soldi che risparmieremo potremmo rilanciare l’economia, incentivando le aziende private ad operare qui in Sicilia, e quindi dando un aiuto alle imprese che fanno assunzioni di precari della Regione, che la stessa Regione non può più pagare, magari facendo pagare alla Regione una parte dello stipendio ecco magari un terzo, in questo caso per le aziende sarebbe un vantaggio anche per combattere la concorrenza con gli altri stati europei.

    IN SICILIA GLI ATO RIFIUTI, GLI ATO IDRICI, LE UNIONI DEI COMUNI, LE SOCIETA’ PARTECIPATE, HANNO AUMENTATO LA SPESA PUBBLICA, PRODOTTO UNA MONTAGNA DI DEBITI E DISSERVIZI, TUTTO SCARICATO SULLE SPALLE DI CITTADINI ED IMPRESE.
    ENTI E CONSORZI INVENTATI DAL GOVERNO AMATO (ANNO 2001) SOSTENUTO DA AMMINISTRAZIONI DI CENTROSINISTRA ED IN MANIERA PARTICOLARE DAL PARTITO DEMOCRATICO, IL PARTITO DI CRACOLICI E CHE OSTINATAMENTE CONTINUANO CON LA LORO MALA POLITICA AD AUMENTARE SFASCIO ALLO SFASCIO.
    SE AVESSERO OPERATO IN UN’AZIENDA PRIVATA NON SOLO SAREBBERO STATI CACCIATI A CALCI NEL SEDERE, MA SAREBBERO STATI CHIAMATI A RISARCIRE I DANNI.
    LA LORO FORTUNA, E PER SFORTUNA NOSTRA, LORO SONO IMPEGNATI IN POLITICA, DOVE INDIPENDENTEMENTE DEI DANNI PROVOCATI ALLE CASSE DELLO STATO, NESSUNO VIENE RITENUTO RESPONSABILE.
    ANZI PIU’ DANNI PROVOCANO, PIU’ FANNO CARRIERA E MAGARI PROMOSSI AI RANGHI SUPERIORI QUELLI DEI STATISTI.
    NONOSTANTE UNA RELAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI CHE CON L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE AUMENTANO I COSTI, NONOSTANTE LE PERPLESSITA’ DELLA RAGIONERIA DELLO STATO, NONOSTANTE 44 GIURICOSTITUZIONALISTI AFFERMINO DELL’UTILITA’ DELL’ENTE PROVINCIA, IL PARTITO DEMOCRATICO E I SUOI LEADER E MINILEADER SI E’ MESSO IN TESTA CHE LE PROVINCE VANNO ABOLITE.

    @mirco e guardare oltre: scusate, ma avete letto bene? Le province rimangono! Cambiano solo nome. 9 erano e 9 rimarranno, gli ex capoluoghi saranno capofila, e chi non ci sta potrà solo cambiare consorzio entro 6 mesi: in pratica, liberi i comuni solo di cambiare prigione, ma in termini così ristretti che sarà praticamente impossibile: una norma copiata pari pari dall’altra legge-beffa dell’ 86, quella che istituì le province regionali. E vogliamo scommettere che rimarranno, a carico del contribuente siciliano, tutte le addizionali provinciali? Sai che goduria se si chiameranno ‘consorziali’? Sulla RCA auto, sulla TIA. Perché non indicono un referendum per chiedere ai siciliani se sono disposti a continuare a pagare stì balzelli in cambio dell’ “utilità dell’Ente Provincia”? Paura, eh? Ed hanno la spudoratezza di chiamarla riforma… e tutto questo solo per salvare il ruolo di città ( Enna, Trapani, Caltanissetta ) i cui abitanti, appena possono, scappano per Palermo o Catania per evadere dal provincialismo.. Non rimane che sperare nell’ARS per scongiurare questa ignobile farsa!!

    Ci sono pure i provinciali che aspirano al provincialismo ma che allo stesso tempo lo condannano. Avranno un dissidio interiore con cui fare i conti.

    UNA BUFFONATA PER FARE GELA 1/2 PROVINCIA

    LA ZAVORRATA E’ LA REGIONE

    CI RISENTIAMO FRA UN ANNO CON I CONTI I MANO
    DI QUANTI DI QUESTI “IPOTETICI” 30 MILIONI
    SI SONO VERAMENTE RISPARMIATI

    …MA TANTO A VOI INTERESSANO SOLO I PROCLAMI “MEGAFONIZZATI”
    NON LE COSE CONCRETE

    Davvero pensano i politicanti di Governo e ARS di prenderci in giro reinventando l’acqua calda dopo averci imposto inutili emolumenti per i commissari straordinari alle province regionali, mentre sarebbe bastate e ancora basterebbe una semplice norma regolamentare sulla rappresentanza politica nei consigli provinciali che, in luogo di quella diretta attraverso elezioni, prevedesse quella indiretta dei sindaci dei comuni che vi concorrono?

    A. Legge regionale 6 marzo 1986, n. 9

    Titolo I, Caratteri dell’amministrazione

    Art. 3, Ordinamento degli enti locali territoriali
    L’amministrazione locale territoriale nella Regione Siciliana è articolata, ai sensi dell’art. 15 dello Statuto regionale, in comuni ed in liberi consorzi di comuni denominati “province regionali”.

    Art. 4, Natura e compiti delle province regionali
    Le province regionali, costituite dalla aggregazione dei comuni siciliani in liberi consorzi, sono dotate della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria. Esse sono espressioni delle comunità operanti in territori di dimensioni sovracomunali, storicamente integrate o suscettibili di integrazioni intorno ad un unico polo di direzione, che consentano l’organizzazione delle strutture e dei servizi connessi allo sviluppo delle relative aree, nonché l’elaborazione e l’attuazione di una comune programmazione economica e sociale.

    Titolo IV, Aree metropolitane

    Art. 19, Caratteri delle aree metropolitane
    Possono essere dichiarate aree metropolitane le zone del territorio regionale che presentino le seguenti caratteristiche: a) siano ricomprese nell’ambito dello stesso territorio provinciale; b) abbiano, in base ai dati ISTAT relativi al 31 dicembre dell’anno precedente la dichiarazione, una popolazione residente non inferiore a 250 mila abitanti; c) siano caratterizzate dall’aggregazione, intorno ad un comune di almeno 200 mila abitanti, di pi˘ centri urbani aventi fra loro una sostanziale continuit‡ di insediamenti; d) presentino un elevato grado di integrazione in ordine ai servizi essenziali, al sistema dei trasporti e allo sviluppo economico e sociale.
    Fornisco gli estremi di legge, decreto presidenziale e circolare che avrebbero potuto evitare, attraverso una norma di natura regolamentare, 9 mesi di costosi commissariamenti delle soppresse province:

    B) Legge regionale 19 maggio 2005, n. 5 (GURS 21 maggio 2005, n. 22).

    art. 34 Consorzi unioni e fusioni di comuni e province
    1. La Regione favorisce e sostiene la costituzione di consorzi, unioni e fusioni di comuni e di province, ai sensi della legislazione vigente in materia di enti locali.

    2. Dopo il comma 4 dell’articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, è aggiunto il seguente:
    “4 bis. Un’ulteriore quota, pari al 5 per cento delle risorse di cui al comma 1, rimane nelle disponibilità dell’Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali per essere attribuita, sotto forma di contributi straordinari finalizzati, in aggiunta ai benefici concessi dallo Stato, alla promozione ed alla realizzazione di consorzi, unioni e fusioni di province.”.

    C) Conformemente al titolo IV della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, con decreto presidenziale del 10 agosto 1995, n. 230 (GURS 21 ottobre 1995, n. 54) sono state attivate le aree metropolitane di Catania, Messina e Palermo. E’ seguita la circolare attuativa dell’Assessorato Enti Locali 30 marzo 1998, n. 2, (GURS .4 aprile 1998, n. 17).

    L’utilita’ delle provincie e fondamentale per il nostro territorio .Eliminarlee un grave sbaglio,Crocetta non ha capito che l’eliminazione delle provincie non porta a nulla di buono e a nessun risparmio.La creazione dei liberi consorzi e una farsa,e i cittadini lo capiranno ben presto.
    Si deve dunque tornare al voto,spero che pezzi della maggioranza con il loro buon senso capiscano che IL ritorno al voto e l’unica cosa giusta e che l’opposizione con a capo l’Onorevole Nello Musumeci politico di spessore faccia una battiglia in aula per far si che ai cittadini sia lasciato il diritto di voto.

    Ha ragione Giuseppe il ritorno al voto e l’unica cosa giusta e corretta….
    Aboliscano le REGIONI non le provincie utilissime per il nostro territorio,la smetta il presidente corcetta di fare continui spot e vada a casa che e meglio come il commisario dello stato gli ha gia’ suggerito.
    SI AL VOTO DELLE PROVINCIE

    @marco PA: infatti. Anzi questo è il vero motivo per cui non si riesce a fare questa benedetta riforma. C’è tutto un gioco di veti e contro veti a sui eventuali nuovi consorzi…Gela ( che è la città del Governatore ), Marsala… E tutti a dire “ma così prolificano’ ed altri a dire ‘ed allora noi perché no?’ E qualcuno a dire ( questo me lo ricordo bene: Cancellieri da Caltanissetta ) Gela non sarà mai capoluogo, Crocetta se ne faccia una ragione. E, come troppo spesso in Sicilia, si scade addirittura nel personale. Ora, io non sono di quelle parti, ma non ci vedrei nulla di scandaloso se, per esempio, Licata, Gela, Vittoria e Piazza Armerina, che oggi appartengono a 4 diverse province, ma costituiscono di fatto, un unico comprensorio, i consorziassero ( ma i sei mesi sarebbe impossibile, questo lo capiscono tutti ) per mettere insieme diversi servizi e sbrigarli con maggior efficienza a vantaggio dei cittadini. Un esempio? I rifiuti: già oggi Licata trova molto più conveniente conferire nella discarica di Gela: perché forzare i licatesi a cercarsi un sito nell’agrigentino, se non conviene? Qualcuno potrebbe obiettare. Si tratta di 4 grandi città, nella realtà siciliana, vedrete che s’azzufferanno per il ruolo di comune capo-fila ( ecco sempre il provincialismo paventato da marco PA ). Ed allora io dico: ma che bisogno c’è d’indicare un comune capo-fila? Lo ha ordinato il medico? Togliete i comuni capo-fila e vedrete che la riforma filerà via liscia; e togliete, soprattutto, l’obbligo di consorziarsi: se no dov’è la libertà dei ‘liberi consorzi’? Questa sarebbe una riforma veramente moderna, e che vale la pena di fare… spiace constatare come la classe politica di oggi proprio non riesce ad andare oltre quanto deciso a suo tempo, da Ferdinando di Borbone, e ( leggermente ) corretto da Benito Mussolini..

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