L’incidente alla scorta di Crocetta | Alta velocità, l’allarme dei sindacati

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24 Settembre 2013, 11:06

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PALERMO – Dopo l’incidente dello scorso sabato che ha coinvolto un’auto della scorta del presidente della Regione, Rosario Crocetta, un dibattito si è sollevato intorno a due elementi fondamentali connessi al tragico evento: la pericolosità dei nuovi caselli autostradali della Siracusa-Gela e la velocità alla quale si spostava il corteo delle auto a seguito di Crocetta.

I nuovi caselli situati all’altezza di Cassibile sono già stati oggetto di numerose critiche: recentemente su youtube un attivista del M5S ha pubblicato un video del tratto autostradale subito precedente i caselli incriminati, dimostrando la mancanza di cartelli che segnalino la presenza di un pilone di cemento al centro esatto della corsia. Per quanto riguarda il secondo fattore invece, ovvero la velocità, diversi rappresentanti sindacali del corpo di polizia evidenziano come questo abbia potuto influire sull’incidente.
“Nonostante le dinamiche siano ancora da accertare – chiarisce Calogero Mallia, segretario nazionale della Uil polizia -, l’alta velocità, le pessime condizioni stradali e le vetture inadeguate potrebbero essere state certamente le cause principali dell’incidente che ha coinvolto una delle auto di scorta del presidente della Regione”. Secondo il segretario di Uil polizia “l’alta velocità potrebbe avere influito sull’incidente ma c’è da tenere in conto che gli agenti della scorta sono professionisti abituati e preparati. Certo – continua Mallia – spesso anche la preparazione degli uomini può cedere il passo ad altri fattori come le condizioni delle nostre autostrade, indegne di essere chiamate con questo nome, o dei veicoli sui quali viaggiano. E in questi casi, l’alta velocità è un’aggravante”.

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Posizione, questa, del tutto condivisa anche da Giovanni Assenzio, segretario generale del Siulp Palermo, il sindacato unitario dei lavoratori di polizia, che ha aggiunto: “Spesso i nostri agenti sono messi a dura prova dovendo scortare personalità istituzionali e al contempo assicurare il rispetto delle tabelle di marcia dettate dai loro impegni. Questo, che pure potrebbe intervenire come concausa, si somma però a un problema più grave che è quello dell’efficienza delle loro vetture. Senza voler strumentalizzare la vicenda – continua Assenzio -, è indubbio che gli ultimi tagli al settore sicurezza abbiano inciso gravemente anche sulla frequenza dei controlli che vengono effettuati sulle auto di servizio”.

Stress, stanchezza ma soprattutto un casello stradale senza alcuna segnaletica. Sono questi allora i principali elementi che potrebbero aver causato il tragico incidente di sabato scorso. A rimarcarlo anche Luciano Cirri, segretario regionale di Silp Cgil: “Sono certo che i nostri uomini abbiano agito nel migliore dei modi. Il loro addestramento gli consente di adattarsi a qualsiasi situazione ma è chiaro che l’indubbia preparazione di ciascuno di loro può scontrarsi con situazioni incontrollabili come un casello autostradale che già più volte è stato oggetto di numerose segnalazioni da parte dei residenti nella zona per la sua pericolosità”.
La fretta con cui i cortei di scorta sono costretti spesso a spostarsi sembra comunque tra le possibili cause. “In certi casi dovrebbe intervenire il senso di responsabilità da parte dello stesso scortato – aggiunge Mallia – che dovrebbe invitare alla cautela. Quando però questo elemento non interviene gli uomini non possono fare altro che spingere il piede sull’acceleratore”.

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24 Settembre 2013, 11:06

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