Cronaca

Locatelli: “Il virus è cambiato ma il rischio ospedale resta”

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07 Luglio 2021, 15:45

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ROMA – “Il virus è sempre lo stesso, semmai le due varianti più diffuse, Alfa e Delta, rispetto al ceppo proveniente da Wuhan hanno maggior contagiosità. Non facciamo l’errore di pensare a un virus che, per quanto abbia mutato caratteristiche, sia connotato da minor potere di provocare malattia grave”. Lo ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts), in un’intervista a Famiglia Cristiana che sarà pubblicata nel numero da domani in edicola.

Secondo Locatelli “non c’è rischio di una quarta ondata” perché “ciò che è cambiato è lo stato di immunizzazione del Paese. Questo rende ragione di una maggior protezione dall’infezione”. Quanto alle caratteristiche della variante Delta, “oltre alla maggior contagiosità, sembra aver attenuato o smarrito del tutto alcuni connotati: per esempio la perdita del gusto e dell’olfatto. I sintomi più frequenti sono febbre, naso che cola, mal di testa e mal di gola. Ma questo non le impedisce di causare patologie altrettanto gravi”. Rispetto al rischio di una quarta ondata di Covid-19 a settembre, “alla luce della diffusione delle vaccinazioni (quasi il 55% della popolazione ha ricevuto almeno una dose; il 30% ha concluso il ciclo) assolutamente no”. Mentre per evitare una ripresa di contagi a settembre “serve attenzione, prudenza e responsabilità nei comportamenti. Non facendo pressioni per riaprire tutto subito, ma procedendo con gradualità”.

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Inoltre, “al chiuso vanno mantenute le mascherine e “anche all’aperto è opportuno indossarle ove non sia possibile evitare assembramenti o affollamenti”. Infine, considerati i tassi di letalità del virus”, conclude Locatelli, “il messaggio che ne deriva è: vaccinarsi tutti anche perché i vaccini hanno un profilo di sicurezza ottimo. Per gli over 60 è addirittura una sorta di ‘comandamento'”.

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07 Luglio 2021, 15:45

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