“L’Udc in giunta?| Dipende da Lombardo”

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26 Agosto 2010, 19:17

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“Noi siamo un partito responsabile e siamo pronti ad affrontare le emergenze dell’Isola prima di tornare al voto”. Parola di Rudy Maira, capogruppo dell’Udc all’Ars. Il capo dei deputati dei centristi non si sbilancia, resta sulle posizioni di qualche mese fa e ne spiega anche il motivo: “noi affrontiamo la questione anche a partire dall’idea che si farebbe l’opinione pubblica – dice –, perché ci poniamo il problema del domani e della credibilità da costruire in prospettiva”.

Al ritorno dalla pausa estiva, Maira torna all’affondo contro il governatore, ma questa volta i toni sono decisamente smorzati: “Lombardo si allontanerà da Berlusconi? Oltre le parole ci vorrebbero i fatti – dice – e io dubito fortemente che sia disposto a rinunciare ai posti di sottogoverno”.

Onorevole Maira, questo matrimonio con Lombardo “non s’ha da fa”?
“A questo punto dipende quasi tutto da Lombardo. L’Udc gli ha lasciato le sue proposte su un tavolo due o tre mesi fa, ma lui non ha mai risposto. Sappiamo che, con l’avvento della crisi internazionale, la situazione economica della Sicilia si è aggravata notevolmente. Ora, il dato è uno: noi siamo un partito responsabile e siamo pronti ad affrontare le emergenze dell’Isola prima di tornare al voto. È evidente che non abbiamo fatto un ultimatum a scadenza, per affrontare alcuni nodi d’emergenza potrebbe rivelarsi necessario un mese, come un anno, non si tratta di una tagliola. Ma lui per mesi non ha mai risposto”.

E adesso? Guardando anche alla situazione nazionale, sareste disposti ad arrivare al patto col governatore?
“Vede, oggigiorno con questa politica rapidissima nei passaggi, quale partito può impegnarsi per i prossimi otto anni, come chiede il governatore? A maggior ragione visto il giudizio negativo che l’Udc ha più volte espresso nei confronti del Lombardo ter. E poi, mi scusi, un presidente della regione che in meno di due anni e mezzo ha cambiato ben 4 volte il governo, che garanzie può offrire per i prossimi otto anni? La proposta di Lombardo meriterebbe ben altre definizioni, ma mi limito a definirla paradossale”.

Tornando al quadro nazionale, crede che un allontanamento di Lombardo da Berlusconi potrebbe fare da volano per un vostro riavvicinamento?
“Anche lì… Lombardo dovrebbe sì, fare questo tipo di dichiarazione, ma oltre a dichiararlo dovrebbe dimostrarlo coi fatti, rinunciando ai posti di sottogoverno dei suoi rappresentanti a Roma. Sinceramente, dubito fortemente che lo farà”.

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E se lo facesse?
“Vede, le alleanze politiche sono una questione spinosa, per l’Udc il nodo non è soltanto quello legato a Berlusconi. E torno a sottolineare come per noi sia determinante individuare dei punti che facciano uscire la Sicilia dalla crisi. E poi noi affrontiamo la questione anche a partire dall’idea che si farebbe l’opinione pubblica, perché ci poniamo il problema del domani e della credibilità da costruire in prospettiva”.

A proposito di prospettive politiche, gli apparentamenti romani danno i loro frutti anche in Sicilia, a ben vedere l’adesione del capogruppo dell’Udc al Comune alla manifestazione dei precari della scuola.
“I precari della scuola rappresentano un problema specifico, in parte slegato da logiche politiche. Anche io sono vicino a questa gente e sto lavorando a una mozione in proposito, perché il rischio è che questa gente venga presa in giro. Parliamoci chiaro: per risolvere la questione dei precari occorre che dalla Regione si faccia una pressione fortissima sul governo nazionale. E poi, si, più in generale io penso che sia giusto porre un limite sul futuro per quanto attiene la questione dei precari, ma non si possono buttare fuori quelle persone che lavoravano già e si ritrovano in mezzo a una strada”.

Parlavamo del Comune di Palermo, giusto? Cosa pensa Rudy Maira di Diego Cammarata?
“Questa è una domanda cattiva (sorride, ndr). Ogni valutazione sul sindaco Cammarata è una valutazione difficile. Come tutti i sindaci ha i suoi detrattori e i suoi estimatori. Solo, se posso permettermi una valutazione dettata dal buon rapporto che intrattengo col sindaco del capoluogo, forse Cammarata avrebbe dovuto fare più il sindaco di giornata, che di prospettiva. Palermo è una città dalle emergenze quotidiane, Cammarata avrebbe dovuto assumere il ruolo dell’operaio-sindaco. Per il resto, credo che gli errori li commettiamo tutti”.

A proposito di esponenti politici a cui lei è legato, cosa dice Totò Cuffaro sugli attuali assetti politici?
“Cuffaro, da profondo conoscitore della sensibilità siciliana, ha ben chiaro come in questo momento sia necessario aiutare la Sicilia ad uscire dalla crisi. Per il resto, essendosi imposto la linea del silenzio politico fino alla fine delle sue vicende giudiziarie, che gli auguro possano concludersi quanto prima, non si è esposto pubblicamente sulle varie questioni. Ma io credo che in questo momento sarebbe utile sentire la sua opinione”.

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26 Agosto 2010, 19:17

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