Il M5S: “Tagli alla siciliana” | Gucciardi: “Passa la linea Pd”

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11 Dicembre 2013, 21:37

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PALERMO – “Questa legge passerà alla storia dell’Assemblea come la legge ‘Savona-Ardizzone’: voi avete cotto, servito e mangiato la pietanza e noi siamo solo spettatori. I nostri emendamenti sono stati sistematicamente bocciati o dichiarati inammissibili”. Così il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, boccia in aula la legge sui tagli ai costi della politica (manca solo voto finale al testo, rinviato a prossima settimana), definendola “una spending review alla siciliana molto, molto speciale”.

“La tanto invocata specialità della nostra Regione quale strumento per far valere le peculiarità della Sicilia – affermano i deputati 5 Stelle – è stata mandata in soffitta dal Parlamento, che decide invece di essere speciale rispetto al resto delle Regioni sul mantenimento dei privilegi”. Per i grillini “il Palazzo vince ancora su tutto e su tutti e così si tiene fermo l’agganciamento al Senato, mentre il decreto Monti per amor di pace diventa una cifra al momento indecifrabile: 11.100 per indennità e diaria, la cui determinazione viene demandata al Consiglio di presidenza dal quale il movimento 5 Stelle rimane ancora escluso. Chissà perché”.

“Non indifferente sarà infatti quale parte costituirà la diaria esente da tasse e quale parte l’indennità invece tassata – aggiungono -. Nessuna rendicontazione sulla diaria che verrà così erogata così come accade ad oggi a prescindere dalle effettive spese sostenute dal deputato per il vitto e l’alloggio a Palermo”. Secondo il M5s “l’unica soddisfazione l’allineamento a quanto stabilito in conferenza Stato-Regioni per quanto concerne le spese dei gruppi parlamentari che da 2.400 mensili passano a 700 euro mensili per deputato”.

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“Nessun tetto massimo agli stipendi del personale della Regione e dell’Assemblea, come voluto dal Movimento, viene posto in essere – concludono – come se il costo del funzionamento della macchina burocratica regionale fosse legato ai compensi dei deputati che anche in questa circostanza sono stati bravi ad aggirare l’ostacolo. Solo una timida riduzione del 10% quale contenimento della predetta spesa, cifra ancora più bassa di quella voluta dallo stesso Savona”.

Plaude, invece, il capogruppo del Pd, Baldo Gucciardi: “Era la posizione del Partito Democratico fin dall’inizio del dibattito: ‘l’indennità dei deputati regionali deve essere uguale ai consiglieri regionali del resto d’Italia’ – dice -. Questa proposta è stata approvata dall’Ars, siamo soddisfatti, si pone finalmente fine ad una disparità di trattamento che agli occhi della gente appariva ormai incomprensibile. Come è emerso nel dibattito d’aula – aggiunge Gucciardi – il Pd si è espresso per un richiamo formale al decreto Monti. Ma resta un dato oggettivo: di fatto il ddl regionale ha lo stesso contenuto, ad iniziare dalle indennità. L’Ars ha dato prova di maturità, la Sicilia ha dato la risposta che i cittadini si attendevano e sulla quale, forse, in pochi avrebbero scommesso”.

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11 Dicembre 2013, 21:37

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