La mafia e i colletti bianchi | Ecco tutti gli arrestati - Live Sicilia

La mafia e i colletti bianchi | Ecco tutti gli arrestati

Circa 200 agenti della sezione criminalità organizzata della Mobile di Palermo sono stati impegnati in una maxi operazione antimafia coordinata dalla Dda del capoluogo: 19 le persone destinatarie di ordinanze di custodia cautelare in carcere, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio ed interposizione fittizia di beni.
Maxi-operazione a Palermo
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Circa 200 agenti della sezione criminalità organizzata della Mobile di Palermo sono stati impegnati in una maxi operazione antimafia coordinata dalla Dda del capoluogo: 19 le persone destinatarie di ordinanze di custodia cautelare in carcere, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio ed interposizione fittizia di beni. Con questa indagine, coordinata dal dipartimento Mafia ed economia della Dda, diretto dal pm Roberto Scarpinato, la polizia ha fatto luce su illeciti nella gestione dei grandi appalti di opere pubbliche e private e sulle connessioni tra mafia ed imprenditoria. Nell’ambito della stessa inchiesta sono stati sottoposti a sequestro preventivo aziende, imprese e beni immobili del valore di diverse centinaia di milioni di euro.

In manette il “mago” del vino
Tra le 19 persone arrestate nell’operazione antimafia coordinata dalla Dda di Palermo, c’è l’imprenditore Francesco Lena, ingegnere, titolare di una nota azienda enologica, la Santa Anastasia, che produce vini di qualità.

I nomi degli arrestati
Gli arrestati sono: Fausto Bonura, Carmelo Cancemi, Vincenzo Marcianò, Nino Rotolo, Massimo Giuseppe Troia, Giuseppina Bonura, Vincenzo Bonura, Filippo Chiazzese, Francesco Gottuso, Francesco Lena, Antonino Maranzano, Vincenzo Rizzacasa, Francesco Paolo Sbeglia, Francesco Sbeglia, Marcello Sbeglia, Salvatore Sbeglia, Fausto Seidita, Pietro Vaccaro.

La Confindustria di Palermo domani terrà un consiglio direttivo straordinario, nel corso del quale prenderà atto dell’ordinanza con cui il giudice civile impone di riammettere la società Aedilia Venusta, il cui titolare è Vincenzo Rizzacasa, arrestato oggi nell’operazione antimafia della Polizia a Palermo. La società era stata espulsa l’estate scorsa perché non ritenuta in linea con il codice etico. Il direttivo di Confindustria dovrà assolvere all’obbligo di riammissione di Rizzacasa, considerato che lo stabilisce un giudice; ma espletata la formalità, l’imprenditore arrestato sarà nuovamente espulso.

“E’ un’ottima operazione che colpisce ancora di più l’organizzazione”. Così il Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ha commentato, a margine di un incontro a Milano, l’operazione dalla Dda di Palermo. “Le indagini – ha spiegato Grasso – risalgono a quando ero procuratore a Palermo. Era l’operazione ‘Gotha’ che ha prodotto l’approfondimento della parte economica-imprenditoriale” dell’organizzazione mafiosa”.

Nella maxi operazione antimafia coordinata dalla Dda di Palermo che questa mattina ha portato a 18 arresti (il diciannovesimo indagato è latitante), è stato disposto il sequestro preventivo di aziende, imprese e beni immobili del valore di diverse centinaia di milioni di euro. In particolare sono stati posti i sigilli a un immobile a San Vito Lo Capo, contrada Piano di Sopra, intestato a Fausto Seidita; l’intero capitale sociale e complesso dei beni aziendali delle società Agricoltura e Giardinaggio sas di Filippo Chiazzese, con sede a Palermo in via Nettuno 10, Società edile immobiliare Palagio srl, con sede a Firenze in via Bisenzio 14, la società Rekoa srl con sede a Palermo in via Monti Iblei 12, le società Domé srl e Costruire srl, con sede a Palermo in via Bernabei 19, la società Aedilia Venusta srl con sede a Palermo in via Principe di Villafranca 35, la società Abbazia Sant’Anastasia spa di Castelbuono. Sequestrate anche le quote societarie della 3G costruzioni e servizi srl (Palermo) intestate a Francesco Gottuso, le quote della Generale appalti pubblici consorzio stabile (Firenze) intestate alle società Agricoltura e Giardinaggio, alla Società edile immobiliare Palagio srl e Rekoa, le quote della Arbolandia srl appartenenti a Vincenzo e Gianlorenzo Rizzacasa.


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Commenti

    La vicenda di Rizzacasa e Confindustria è davvero singolare. Ma a nessuno viene a questo punto in mente di andare a indagare sul giudice che ha disposto il suo reintegro in Confindustria?

    Egregio Fabrizio,
    la invito a riflettere su una circostanza.
    Aedilia Venusta ha presentato un ricorso in sede civile ed ha vinto.
    Confindustria a quanto leggo domani ( cioè il giorno dopo l’arresto ) riammetterà Aedilia Venusta in ottemperanza alla sentenza di riammissione.
    Subito dopo espellerà nuovamente ( e credo definitivamente ) Aedilia Venusta.
    Mi sembra tutto molto lineare, anche il comportamento di quel giudice civile ( sottolineo civile ) che emette una sentenza senza sapere naturalmente che la società è indagata.
    Saluti.
    Giuseppe

    Ieri alcuni , oggi altri , domani altri ancora…
    Ma di dirigenti ed amministratori pubblici a vario titolo…quando ??

    Complimenti, solo così possiamo sconfiggere definitivamente la mafia.
    Chiedo solo ai Siciliani veri di continuare a ribellarsi e di indignarsi pubblicamente come me, quando vengono a conoscenza di fatti o persone che nulla hanno a che fare con il bene della Sicilia e dei suoi abitanti.
    Oggi è un’altra grande giornata….

    Caro Lorenzo quoto, Io ho fatto nomi e cognomi di fatti che sono stato testimone: come voto di scambio (contro consulenza ASL Giarre) a favore del fratello di lombardo, ma non riesco a farmi ascoltare.
    Speriamo in una primavera siciliana.
    In Francia c’ è stato la presa della Bastiglia, qui ci vorrebbe la presa del palazzo d’ Orleans.

    Gentile Giuseppe, non conosco abbastanza i fatti per affermare che lei abbia torto o ragione. Quello che ho saputo dai giornali è che un imprenditore viene allontanato da confindustria per mafia, un giudice civile decide che va reintegrato in confindustria (non so sulla base di quale ragionamento) e successivamente l’imprenditore viene arrestato per mafia… Per me è MOLTO lineare. Credo che il giudice avrebbe docuto riflettere un pò di più prima di obbligare Condindustria a reintegrare tra i suoi iscritti un mafioso.

    Che schifo di gente, li arrestano ma la radice non si estirpa con pochi arresti eccellenti, ci vorrebbe una rivoluzione culturale, iniziando dall’educazione e dal rispetto per il prossimo e per la propria terra, purtroppo siamo circondati ogni giorno da mafiosi innati pronti a prendere il loro posto, ahimè ci vuole ben altro per liberare la Sicilia dal fango, urge un salto di qualità!

    comunque, a guardare le foto nell’altra pagina, si vede chiaramente – e lo vede pure chi non è esperto in morfologia – che sono facce da imprenditori. AH AH AH

    Non si muove foglia che giudice non voglia. Dai palinsesti di mamma Rai, che non passa anno che non devono subire rimodulazioni a seconda di questa o quella sentenza, alle deliberazioni confindustriali. In un sistema di veti e controveti che tutto imbraca e tutto imbriglia.

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