Mafia e 'impresentabili', botta e risposta tra Falcone e Lagalla - Live Sicilia

Mafia e ‘impresentabili’, botta e risposta tra Falcone e Lagalla

Le parole della sorella del magistrato ucciso a Capaci. La replica del candidato sindaco.
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Maria Falcone, sorella del giudice assassinato a Capaci, riprende le parole di Alfredo Morvillo, fratello di Francesca e cognato di Giovanni Falcone, e le conferma pienamente, nella riflessione sul rapporto tra politica e condannati per mafia.

“Necessario prendere le distanze”

“E’ inaccettabile – dice la professoressa Falcone – che in una città che per anni è stata teatro della guerra che la mafia ha dichiarato allo Stato e che ha contato centinaia di morti sia ancora necessario ribadire che chi si candida a ricoprire una carica importante come quella di sindaco e qualsiasi altra carica elettiva debba esplicitamente prendere le distanze da personaggi condannati per collusioni mafiose – dice la professoressa Falcone -. Dovrebbe essere assolutamente scontato, ma evidentemente non lo è, che chi aspira a rappresentare la capitale dell’antimafia, la città di Falcone e Borsellino, senza alcuna titubanza prenda posizione rifiutando endorsement di personaggi impresentabili. Eppure a pochi giorni dal trentesimo anniversario della strage di Capaci ci troviamo costretti a chiedere a chi intende amministrare Palermo di dire parole chiare contro i mafiosi e chi li ha aiutati e di ripudiarne appoggi e sostegno. Condivido in pieno ogni parola pronunciata da Alfredo Morvillo. In tema di mafia i grigi non sono ammessi”.

La rivolta delle vittime

Ancora una volta il riferimento scontato è a Totò Cuffaro, condannato per favoreggiamento di Cosa nostra, e a Marcello Dell’Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Il secondo ha espresso il suo apprezzamento per il candidato sindaco del centrodestra, a Palermo: l’ex rettore Roberto Lagalla. Il primo, pur non potendosi ricandidare, è tornato alla politica attiva come punto di riferimento della Nuova Dc che proprio nell’ambito del centrodestra si muove. Ovvia la polemica politica che ne è scaturita. Ma qui raccontiamo altro, cioè la rivolta delle vittime. Quali che siano le valutazioni che ognuno compie, le voci di Alfredo Morvillo e di Maria Falcone sono estranee a ogni sospetto di strumentalizzazione, perché appartengono all’impegno di chi ha sofferto, atrocemente, in prima persona.

La replica di Lagalla

Il professore Lagalla ha replicato in una lunga nota: “Comprendo e apprezzo lo spirito che anima la dichiarazione della professoressa Maria Falcone. Con me i mafiosi e i loro complici rimarranno fuori dal governo della città. Difenderò sempre il percorso etico e morale di redenzione e riscatto che la nostra città ha attraversato negli ultimi trent’anni. Ma più che le parole e le abiure, vale la mia storia personale e il progetto per il futuro di Palermo. L’impegno antimafia è un presupposto ineludibile non un quid pluris, da dover rivendicare, sfoggiandolo alla bisogna o a richiesta. Lo onorerò con i comportamenti e le idee. In memoria dei nostri martiri, ma ancor prima per il futuro dei nostri figli”.

“La lotta alla mafia – continua la risposta – ha bisogno di un salto di qualità. Grazie alle intuizioni del giudice Giovanni Falcone, magistratura e forze di polizia hanno sviluppato un’attività repressiva intensa e stabile che ha decimato l’ala militare di Cosa nostra. Ma se la mafia non spara, non significa che è sconfitta. (…) Ci ispiriamo alle parole pronunciate l’anno scorso da Fiammetta Borsellino, quando ha avuto modo di affermare che ‘l’antimafia non può non essere disinteressata, non può mirare al potere e non può diventare essa stessa potere. Quando l’antimafia diventa potere il suo campo di azione viene fortemente vincolato e circoscritto e questo non deve assolutamente accadere'”.


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Commenti

    Certo che lagallo non poteva cominciare meglio! E pensare che questo bel personaggino è stato rettore. Poveri figli.

    Quindi secondo la signora, la condanna è a vita oppure addirittura va volturare agli eredi?

    A mio avviso Lagalla è solo uno dei tanti egocentrici che ci circondano anche se lui un mestiere l’avrebbe . Un individuo che per sentirsi vivo deve alimentare il proprio io nella totale vacuità non possedendo altre risorse. Tutto qui.

    Mi viene difficile capire il perchè uomini di grande spessore come La Galla va in competizione con le persone maldicenti e che spuntano sotto la campagna elettorale per poi sprofondare nel grande silenzio di prima.
    Io che sono un semplice cittadino li farei cuocere nel loro brodo, tanto poi scompaiono.

    Egr. Giovanni, le risulta che Cuffaro abbia mai collaborato, anche fino ad oggi, con gli inquirenti facendo nomi e cognomi dei “galantuomini”?

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