Ringrazio il Direttore per occuparsi ancora della questione morale. Siamo tutti protagonisti, responsabili e insieme vittime di questo degrado. Chiediamo il diritto quando ci consideriamo collettività, ma cerchiamo l’eccezione per noi. È su questo terreno che nascono intermediazioni opache: arrivano gli outsider, quelli che si credono più furbi degli altri, ma forse sono soltanto più eleganti, e capiscono come relazioni, accessi e conoscenze possano diventare una vera autostrada aperta in tutte le direzioni, solo verso vantaggi personali. Il degrado morale ha generato il mostro: l’influenza trasformata in utilità privata che arriva a rallentare o bloccare sistemi assistenziali destinati ai cittadini. Quando poi ti viene raccontato, sempre secondo accuse ancora da accertare definitivamente, di una corruzione che sarebbe stata mascherata dietro fatture apparentemente regolari, la sensazione è davvero quella di essere considerati scemi due volte. Se vogliamo spezzare questo meccanismo dobbiamo cambiare ciò che chiediamo alla politica: parafrasando Cetto La Qualunque, più lavoro per tutti. Non il posto per uno, ma opportunità per molti. Ogni privilegio fuori dalle regole viene pagato da qualcun altro con minori opportunità. Il cambiamento può cominciare quando smettiamo di chiedere il favore personale a chi riteniamo debba concedercelo — o a chi ci ha fatto credere di poterlo fare — e pretendiamo, con tutte le nostre forze, risultati e servizi per l’intera comunità.

esiste la polizia veterinaria ?