"Capi insospettabili e mai affiliati" | Zarcone: "Chi guida la nuova mafia" - Live Sicilia

“Capi insospettabili e mai affiliati” | Zarcone: “Chi guida la nuova mafia”

Il collaboratore di giustizia Antonino Zarcone

Cosa nostra cambia pelle. Parola di Antonino Zarcone. Il pentito ha fatto nomi e cognomi dei boss che non sono stati tradizionalmente affiliati, ma che comandano a Palermo e provincia.

LE RIVELAZIONI
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PALERMO – Gli insospettabili di Cosa nostra. Li possiamo definire così leggendo i verbali del collaboratore di giustizia Antonino Zarcone. Gente neppure affiliata formalmente, ma che ha un grosso peso all’interno dell’organizzazione criminale. Il pentito di Bagheria ne conosce i nomi e li ha forniti ai magistrati.

Gli insospettabili non sono stati assoldati soltanto dal clan del popoloso centro in provincia, ma anche nelle file della nuova Cosa nostra palermitana. Quella di cui parla Zarcone è una mafia che cambia pelle. Va oltre le regole della tradizione e per questo rischia di diventare più pericolosa di quanto non lo sia stata nel recente passato.

I mandamenti, fiaccati dagli arresti, scelgono facce pulite per provare a riorganizzarsi. Una situazione che Zarcone ricostruisce nel corso di un controesame serrato. Al processo contro il clan bagherse il collaboratore racconta che né lui né Gino Di Salvo, piazzato dall’accusa al vertice del mandamento, all’inizio erano formalmente affiliati. Eppure, così racconta, ciò non ha impedito loro di ricoprire ruoli strategici. “Allora essere affiliati o non essere affiliati non significa niente in Cosa Nostra?”, chiede l’avvocato Giovanni Castronovo. E Zarcone risponde: “Allora, avvocato, è una cosa formale perché noi abbiamo avuto i rapporti anche con soggetti non ufficialmente affiliati che hanno la reggenza di altri mandamenti di cui già gli inquirenti sono a conoscenza, che però ufficialmente non sono affiliati”. Ecco saltare fuori gli insospettabili alla guida dei mandamenti mafiosi di Palermo e provincia. Il pentimento di Zarcone rappresenta una miniera di informazioni per i pubblici ministeri che si misurano con le strategie dei boss.

La linea della nuova Cosa nostra che prescinde dalla tradizionale punciuta è passata non senza polemiche. In provincia c’è chi ha storto il naso. “Sergio Flamia (boss di Bagheria pure lui oggi collaboratore di giustizia) – racconta Zarcone – aveva un ruolo abbastanza importante anche su tutto il territorio del mandamento, perché era un soggetto da tantissimi anni che era stato sempre vicino agli esponenti di Cosa Nostra… non gli interessava nulla se effettivamente doveva essere affiliato o non affiliato, anche perché aveva potere e poteva fare quello che voleva. Infatti ci fu anche una discussione con Nino Teresi della reggenza di Trabia, di cui Nino Teresi ufficialmente risultava reggente nel mandamento di Trabia, e Sergio Flamia – il racconto prosegue -, non essendo neanche affiliato, lo trattò di brutto e Nino Teresi si andava cercando poi aiuto perché Sergio Flamia non poteva parlare essendo ufficialmente non un uomo d’onore, in quelle condizioni, e trattare a Nino Teresi in quelle circostanze”.

Alla fine Flamia ebbe la meglio: “Sta di fatto che nessuno ha preso le parti di Nino Teresi, anche perché Sergio Flamia garantiva della copertura di Pino Scaduto e di altri esponenti del mandamento di Bagheria”. Nella nuova mafia conta più la sostanza che la forma “perché l’affiliazione sul mandamento di Bagheria non significa quasi nulla, perché bene o male ci sono stati diversi episodi di persone che sono reggenti e usufruiscono di soggetti che vanno camminando per conto di Cosa Nostra e prendono estorsioni, che non hanno bisogno di essere affiliati, ma hanno un ruolo ugualmente di spicco… non c’è nessun vincolo e non ci sono tutte queste vecchie norme antiche che esistevano una volta, anche perché ci sono stati diversi episodi”.

Episodi su cui Zarcone nulla aggiunge. Non può farlo. I dettagli fanno parte dei verbali ancora top secret del collaboratore sulla base dei quali la magistratura ha già avviato la caccia agli insospettabili uomini di Cosa nostra.

 

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Commenti

    Dottore lo verso …francamente…basta. ma e’ ancora notizia o solo una fonte che fornisce dati buoni soli a mettere insieme un.ennesimo scritto sulla mafia. Siamo francamente stanchi di vedere questo soggeeto squallido peraltro pagato dai contribuenti la media di 4 volte a settimana su questo splendido quotidinano. E’ indiscutibil la di lei levatura professionale dottore lo verso e sono sicuro che anche occupandosi di altro ci darebbe di godere della sua professionalita pero…basta. questi non sono nemmeno piu mafiosi questi sono delinquentelli a libro paga nostra in quanto cittadini.

    Cordialmente massimiliano.

    Appena faranno le retate , fate l’articolo, ma Max ha ragione, BASTA, ci siamo stancati di vedere sempre questa faccia, ci sono anche altre problematiche a Palermo, per esempio la città e i suoi disservizi , e la mala politica.Grazie.

    E perchè dovrebbe tacere? E’ il nostro contesto, la nostra vita quotidiana che viene ammorbata ogni giorno, ogni minuto, da tresche, infiltrazioni, clientele…ec.. (la lista sarebbe troppo lunga). E’ pur vero che questi cosidetti “collaboratori di giustizia” sono a nostro carico, ma lo sono anche tutti i corrotti, i collusi, i “potenti”. Almeno, nei limiti del possibile, SAPERE!. LO SAPPIAMO CHE A PAGARE SAREMO SEMPRE E SOLO NOI, in ogni caso. Ma no, il silenzio no. Grazie al dott Lo Verso per il suo impegno.

    la vera guerra di mafia è tra falsi e veri pentiti……non si combattono piu con le pistole.

    Grazie dott.lo verso per la puntualità con cui fornisce tali notizie. Questo dovrebbe far capire a noi siciliani che la mafia oggi si è evoluta ha assunto altre forme ed ha altri interessi sopratutto politici/amministrativi. Grazie ancora dott.lo verso senza la sua competenza e professionalità la sicilia sarebbe sicuramente peggiore

    E adesso ci aspettiamo una bella retata come l’Operazione Perseo.

    Ma lei , max , da che parte sta?

    “esatto!! basta parlare di mafia a palermo!! con tutti i problemi che abbiamo!!” …. sigh….. che brutta cosa essere panormosauro…

    non deve farci capire niente, se vivi a palermo lo sia che la mafia è piu’ forte di prima… siamo la patria mondiale dell’abusivismo… senza mafia , l’abusivismo non esiste…

    Francamente non capisco la polemica. Taciamo, taciamo, non scriviamo più e torniamo indietrro di 50 anni. Mah

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