Maurizio Zuccaro torna in cella | “Se si ricovera sarà piantonato”

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23 Luglio 2013, 07:00

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Maurizio Zuccaro

CATANIA – Maurizio Zuccaro è tornato in carcere. La persona ritenuta dagli inquirenti una delle menti criminali e uomo di vertice del Clan Santapaola, su cui pende l’accusa per due delitti degli anni ’90: l’omicidio di Vito Bonanno nell’inchiesta Fiori Bianchi e l’agguato dell’infiltrato Gino Ilardo, è stata trasferita nuovamente all’interno di un istituto penitenziario. Da alcune settimane, come aveva anticipato LiveSiciliaCatania, Maurizio Zuccaro era ricoverato alla divisione di Ematologia del Ferrarotto di Catania per decisione del Tribunale del Riesame che aveva accolto le richieste della difesa considerando che le condizioni di salute dell’indagato “erano incompatibili con il regime detentivo ordinario” e aveva disposto la “misura degli arresti domiciliari presso la Azienda Universitaria Ospeedaliera. Vittorio Emanuele Presidio Ospedaliero Ferrarotto Divisione di Ematologia di Catania”. Ordinanza di cui però non sono state ancora depositate le motivazioni.

Il 18 luglio 2013 è stata redatta una nota firmata dal Primario del Ferrarotto che evidenzia “un miglioramento delle condizioni cliniche ed ematologiche di Zuccaro” che consentono di “proseguire l’iter terapeutico in regime ambulatoriale”. La procura di Catania ha immediatamente chiesto al Gip il ripristino dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere evidenziando la necessità per l’indagato di essere sottoposto a un regime detentivo che consenta di seguire le cure mediche, con trasferimento in ospedale quando richiesto dai sanitari, e disponendo il servizio di controllo, attraverso un piantone, durante il periodo di ricovero.

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Il Gip ha accolto la richiesta ripristinando il regime detentivo in carcere, in sostituzione degli arresti domiciliari. Il Giudice nel provvedimento sottolinea gli elementi che hanno portato a questa decisione, evidenziando, infatti, che “nella nota trasmessa dalla divisione ospedaliera risulta attestato un miglioramento del quadro clinico ed ematologico tale da consentire le dimissioni per proseguire l’iter terapeutico in regime ambulatoriale, e questo valutato congiuntamente alle esigenze cautelari di rilievo eccezionale connesse alla posizione di vertice nel clan Santapaola” rivestita da Maurizio Zuccaro e dei “gravi fatti delittuosi di cui è accusato” consente di reputare aggravato il quadro cautelare, che “si era affievolito solo per le condizioni di salute dell’indagato”, imponendo il ripristino dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Una decisione quella del Gip di Catania oggetto di una sentenza della Cassazione che permette al giudice di poter sovvertire un’ordinanza quando si prova un recupero dell’efficienza fisica dell’indagato compatibile con la detenzione in un istituto penitenziario e, soprattutto, della “persistenza della ragione social-preventiva già posta alla base dell’originario provvedimento restrittivo della libertà personale”. In questo caso si fa riferimento all’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita lo scorso giugno dalla Squadra Mobile per l’omicidio di Gino Ilardo.

Il Gip, infine, ha chiesto al Dap di individuare la casa circondariale più idonea in relazione alle condizioni di salute di Maurizio Zuccaro.

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23 Luglio 2013, 07:00

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