“Monterosso, Micari e gli altri” | Buoni e cattivi: la lista di Sgarbi

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14 Aprile 2018, 19:10

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PALERMO – Vittorio Sgarbi è a Roma. Ma l’avventura siciliana è ancora troppo fresca. E in realtà non si è nemmeno conclusa. Ma in un certo senso è già tempo di bilanci. E il critico d’arte fa nomi e cognomi, al termine della sua parentesi nella giunta Musumeci. Un rapporto con la Regione che proseguirà, nelle vesti di consulente.

“Non farò mancare – conferma – le mie attenzioni alla Sicilia ora che potrò farlo con maggiore libertà e senza responsabiltà politiche. Troppi interessi hanno umiliato e umiliano la sua bellezza, infierendo sul paesaggio nell’osceno sviluppo dell’energia eolica, su cui convergono Stefania Prestigiacomo e Legambiente, in una comune prova di insensibilità estetica. Penso a Cesare Brandi e Rosario Assunto, mai letti da questi siciliani che non amano la Sicilia e la trattano come l’Olanda”.

Combattente e tagliente e per nulla diplomatico, Sgarbi torna sui mali dell’Isola: “Combatterò dal Parlamento questo cancro che ha sfigurato molti paesaggi di Sicilia: è il solo rimpianto che ho per la funzione che ho abbandonato. Riconosco l’attenzione e la sensibilità del presidente Musumeci che mi ha, contestualmente alle mie dimissioni, investito dell’onorevole compito di soprintendere e promuovere le grandi mostre e proseguire l’impegno per la ricostruzione del Tempio G di Selinunte”.

E insieme a qualche rimpianto, però, ecco i bei ricordi portati con sé, in una “lista” dei buoni: “Ho conosciuto e ammirato – dice Sgarbi – l’impegno di molti soprintendenti, direttori e funzionari, e spero di continuare con loro la collaborazione che ci ha consentito di portare avanti molte importanti iniziative. Ricordo in particolare Sergio Alessandro, Evelina De Castro, Vera Greco, Enrico Caruso, Bernardo Agrò, Lina Bellanca, Maddalena De Luca, Valeria Li Vigni, e gli amici Sergio Gelardi, Bernardo Tortorici, Maricetta Di Natale, Patrizia Monterosso e Gabriella Capizzi. Hanno lavorato con noi anche il rettore Fabrizio Micari e il presidente della Fondazione Sicilia Raffaele Bonsignore, anime nobili”.

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Parole gentili che rivelano anche una certa nostalgia e che aprono al nuovo capitolo dei Beni culturali siciliani: “Li rimpiangerò anzi li ritroverò in perfetta armonia con il nuovo assessore Sebastiano Tusa che mi è stato sempre vicino e ha condiviso ogni proposta e ogni progetto, anche di non suo diretto interesse. È un uomo intelligente, sottile, entusiasta, e ho piena fiducia in lui che ha pure più esperienza di me”

Con il presidente Musumeci sembra essere ormai consolidata l’antica sintonia che aveva rischiato di traballare però proprio a causa delle sue dimissioni: “Sono felice che Musumeci abbia nominato assessore Tusa, consapevole delle sue capacità e dell’importanza della continuità, addirittura potenziate nell’impegno che ci accomuna. Sono già stato Alto commissario per la Regione e come consulente potrò raccomandare alcune priorità nella definizione dei Parchi archeologici, nel completamento dei lavori sospesi al tempo del presidente della Regione Raffaele Lombardo nella Villa del Casale di Piazza Armerina e, inevitabilmente, nel perfezionamento del piano della Regione per Palermo Capitale italiana della cultura”.

Per la città di Palermo erano infatti numerose le iniziative programmate, come per esempio il gemellaggio con Taormina: “A Palermo dovranno essere portate a compimento le proposte per lo Steri e per il Villino Favaloro, oltre a concludere il dialogo iniziato con l’assessore Edi Bandiera, sul Reale Casino di Ficuzza, quale nuova sede espositiva. Il giorno delle mie dimissioni ho incontrato i principi di Borbone, desiderosi di poter partecipare attivamente alla rinascita di Ficuzza: un sogno che non è finito”. Così come sembra non essere finito l’interesse di Vittorio Sgarbi per la Sicilia.

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14 Aprile 2018, 19:10

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