PALERMO – È arrivato a inizio 2025 per sistemare, dal punto di vista gestionale, la Motorizzazione di Palermo attraversata da inchieste e scandali. Siamo ancora alle fasi inziali dell’indagine, ma l’arresto di Angelo Pizzuto sarebbe la conferma non solo che nulla è cambiato, ma che addirittura il neo dirigente avrebbe proseguito sul solco del malaffare tracciato in passato.
Il blitz e l’arresto di Pizzuto
Nelle prossime ore sarà interrogato dal giudice per le indagini preliminari che deve convalidare il suo arresto in flagranza. Al momento si trova agli arresti domiciliari. Ci sono dei soldi da giustificare – 5.500 all’interno del suo zainetto – che per i pm di Palermo e gli investigatori della Polstrada hanno una sola spiegazione: mazzette in cambio di patenti facili. Pizzuto fa sapere di avere tutte le carte in regola per chiarire.
Si vedrà. Nelle prossime ore si chiarirà come si è arrivati all’arresto di Pizzuto, intercettato e pedinato fino a casa da chi aspettava una sua mossa. Ieri sera, giovedì 17 settembre, il blitz. L’inchiesta sembra molto più ampia e si concentra sul mondo delle autoscuole e sul giro di soldi.
Motorizzazione, i casi del passato
Ed ecco il passato che ritorna. L’ex funzionario della Motorizzazione, Marcello De Caro, e il collega, istruttore in pensione Felice Cardinale, i cui familiari hanno della agenzie, nei mesi scorsi sono stati immortalati dalle telecamere mentre contavano banconote nel bagno dell’ufficio.
Secondo la Procura di Palermo, i soldi sarebbero stati pagate per truccare gli esami della patente nautica. Un altro filone riguardava la conversazione di una sfilza di documenti di guida esteri. Cittadini polacchi, greci, spagnoli e tedeschi ottenevano il via libera per circolare con la macchina in Italia. A volte, i documenti stranieri erano falsi.
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I soldi nell’armadio: 590 mila euro in contanti
Ciclicamente la magistratura interviene per ipotesi di corruzione alla Motorizzazione. Ipotesi che in molti casi hanno già portato alla condanna di diversi imputati. Come nel caso del funzionario Luigi Costa, di recente di nuovo arrestato, che lavorava nel settore “autoveicoli” (immatricolazioni e cambio di destinazione d’uso dei mezzi).
Dietro l’armadio della camera da letto, dentro un sacchetto di plastica, nascondeva 590 mila euro in contanti.




