Museo Diocesano di Palermo| Un nuovo dispositivo| di comunicazione e fruizione

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10 Giugno 2009, 17:07

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Il Museo Diocesano di Palermo si rinnova: è questo quanto emerso ieri alla conferenza stampa svoltasi presso il Salone Filangieri del Palazzo Arcivescovile di Palermo, nel corso della quale sono stati presentati i risultati del Progetto Curi@, riguardante il Museo Diocesano ed il relativo Archivio Storico, finanziato dal Por Sicilia 2000-2006, Misura 4.01b.

Il progetto, realizzato in partnership con la Serverstudio s.r.l e l’Associazione Amici dei Musei Siciliani, si è concretizzato nella ridefinizione di nuove modalità comunicative, allo scopo di aumentare il numero dei visitatori, agevolandone nel contempo le modalità di fruizione.

Alla conferenza hanno preso parte Sua Eccellenza Monsignor Paolo Romeo – Arcivescovo di Palermo, Salvatore Bordonali – Presidente della Congregazione di Sant’Eligio che gestisce il Museo Diocesano, Monsignor Giuseppe Randazzo – Direttore del museo e Pierfrancesco Palazzotto – vicedirettore : tutti hanno tenuto a sottolineare come la finalità precipua del museo è da rintracciare non tanto nella conservazione delle opere, bensì nella loro trasmissione ad un pubblico vasto e differenziato.

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In merito al potenziamento della comunicazione interna, il Museo Diocesano ha agito su più fronti: la realizzazione di audioguide (41 traccie in 4 lingue, unica realtà museale palermitana ad adottare questa tecnologia insieme alla Galleria d’Arte Moderna GAM), il rifacimento delle didascalie in lingua italiana ed in lingua inglese, la creazione di nuovi pannelli didattici, la collocazione di postazioni multimediali all’interno del bookshop. “Il perfezionamento del sistema di illuminazione e la realizzazione di nuove strutture portanti hanno inoltre consentito di migliorare notevolmente l’allestimento, valorizzando le collezioni esposte, nel tentativo di restituire le opere d’arte alla collettività”: è quanto auspicato dalla Prof.ssa Maria Concetta Di Natale, curatrice scientifica del Museo Diocesano.

Non è certo facile per un museo arrivare all’esterno, “intercettare” quel pubblico che si vuole attrarre. Il raggiungimento di questo scopo appare imprescindibile dall’utilizzo delle nuove tecnologie, come hanno ricordato Bernardo Tortorici di Raffadali ( presidente dell’Associazione Amici dei Musei Siciliani) e Biagio Semilia (Amministratore di Server Srl): è stato realizzato un nuovo sito web contenente il catalogo integrale delle opere esposte al museo, con relativi miglioramenti nella navigazione del sito dell’Archivio Storico Diocesano. Qualcosa inizia a cambiare veramente, a partire dal settore dei Beni Culturali custoditi dalla DIocesi, e soprattutto dai musei, spesso accusati di essere mere vetrine espositive, anacronistico retaggio del passato.

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10 Giugno 2009, 17:07

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