Nasce il “portale dell’identità” |Presti: “Dai bimbi augurio di pace”

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23 Dicembre 2016, 18:36

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CATANIA – È il nuovo manifesto di Librino. Un gioioso mosaico composto da quei volti che rappresentano l’anima e il futuro di ogni territorio: i bambini. Saranno loro, infatti, d’ora in avanti a dare il benvenuto nel quartiere attraverso una nuova opera che li vede protagonisti attraverso scatti ritraenti i loro visi simpatici e sorridenti. Un gigante biglietto di auguri inaugurato proprio quest’oggi a Librino nell’area antistante la Porta della Bellezza. Si tratta del “Portale dell’identità”, prima opera del museo internazionale dell’Immagine ideata da Antonio Presti, presidente di Fiumara d’Arte. Il portale specchio della coscienza del territorio in cui a posare davanti l’obiettivo del fotografo sono stati i piccoli, appunto, provenienti dalle scuole catanesi. L’artista torna, dunque, nel quartiere con una nuova installazione di arte e bellezza la cui vocazione è dal forte carattere identitario.

“Dopo due anni – spiega Antonio Presti a LiveSicilia – ho deciso di restituire a Librino il mio impegno civile.Un impegno che trova nella condivisione la sua anima e il suo senso. Il portale è nato inizialmente per trasmettere un augurio di natale, ma l’augurio più bello credo passi, soprattutto, attraverso l’affermazione dell’identità. Ecco perché questo portale per me deve diventare il portale dell’identità sociale. Ovvero, ciò che manca alla gente in un luogo periferico come Librino”.

L'installazione nel muro antistante la Porta della Bellezza

Il quartiere difficile sorto molti anni fa con il fine di trasformarlo nel grande centro urbano modello, popoloso ed efficiente, ma poi finito per essere dimenticato. Ma su questo punto Presti ha le idee chiare: “Dopo vent’anni – dice – non si può più parlare di disillusioni o disattese”. E torna, invece, parlare di arte: “Questo è il percorso dell’arte. E oggi più che mai, l’esperienza della porta della bellezza, per esempio, a distanza di sette anni dalla sua inaugurazione è ancora il simbolo di questo quartiere. Un simbolo nel quale gli abitanti di Librino si riconoscono e per questo lo rispettano. E’ un passaggio maieutico e catartico. Mille bambini sono tati fotografi, foto in cui si riflettono le loro anime. Anche attraverso il linguaggio della parola che abbiamo inserito tra una foto e l’altra al fine di evocare il senso della famiglia, come valore fondante della società”.

Il progetto coinvolge oltre 1000 bambini provenienti dalle scuole del territorio, associazioni e chiese, fra cui – I.C. Brancati, I.C. Campanella–Sturzo, I.C. Dusmet-Doria, I.C. Fontanarossa, I.O. Musco, I.O. Pestalozzi, I.C. San Giorgio – la Chiesa S. Chiara di Padre Mimmo e i bambini del Centro educativo “Talita Kum” di Giuliana Giannino, che hanno permesso la realizzazione di circa 1000 poster, formato 100×150 cm, su cui i ragazzi hanno espresso il proprio personale augurio di Buon Natale. Sono stati i bambini, dunque, a diventare portatori di un messaggio universale: le scuole coinvolte, in particolare, hanno scelto 100 ragazzi, e i loro genitori hanno fornito le liberatorie firmate.

Un momento durante l'affissione delle foto

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Durante la posa, i ragazzi hanno indossato maglie bianche e ornamenti natalizi con colori coordinati, mostrando frasi di augurio allegre e festose. “Anche il fatto – prosegue Presti – che tutti i genitori hanno rilasciato la liberatoria, rappresenta un gesto denso di significato: esprime piena condivisione del progetto”. Tante le auto e le mamme che si recano nell’area antistante la porta della bellezza proprio per individuare la foto del proprio figlio. “Non cercano solo la foto del figlio, ma la propria identità” – dice Presti. Ma l’obiettivo sarà, inoltre, quello di rinnovare anno dopo anno l’installazione monumentale temporanea con nuove foto. “Continueremo nella rigenerazione con le mamme, i papà, i nonni e nuovi temi. E’ un grande processo creativo d’identità – spiega – che trova nella bellezza la sua anima. E sono contento arrivi dopo due anni di difficoltà”.

E Presti non si sottrae quando arriva il momento di accennare ai rapporti intercorsi negli ultimi tempi con l’amministrazione comunale catanese. “C’è stato un corto circuito – afferma – Ma adesso spero si riprenda quel percorso che si è interrotto”. Dagli abitanti di Librino, in più occasioni, si è, inoltre, fatto avanti il desiderio d’includere la porta della bellezza di Librino fra le tappe del tour della città dedicato ai turisti. “Mi stupisce – spiega Presti – che l’amministrazione comunale dopo 7 anni dall’inaugurazione dell’opera e dopo alcuni “corti circuiti” che ci sono stati, non abbia inserito la porta della bellezza nel giro turistico. Considerando, inoltre, che la porta della bellezza è l’unica opera monumentale della città e per di più donata da un privato. Mi pacerebbe che questo avvenisse, sarebbe una bella cosa soprattutto per il quartiere di Librino. Oggi poi questa porta è diventata centrale nel sistema viario. Librino è a due passi dall’aeroporto. Quest’opera non è solo di Librino, ma appartiene alla città di Catania. Il mio vuole essere un invito sereno e di pace rivolto all’amministrazione. Anzi invito tutti i catanese a venire qui a Librino a visitare questa bellissima installazione. Personalmente, continuerò a fare a vita tutto questo, con il cuore e con quell’onestà che ancora mi portano qui”.

E’ il cuore dell’artista a spingere Presti a proseguire nel quartiere quel percorso fatto di slanci intrapreso con la realizzazione della Porta di bellezza. “Laddove c’è mancamento va restituito il valore della bellezza – aggiunge – ma non intendendo come bellezza quella del corpo o dell’apparire, che la società del consumo, purtroppo, predilige. Ma la bellezza dell’anima e del cuore. L’arte deve fare questo, parlare al cuore della gente. Ecco perché voglio ringraziare tutti gli abitanti di Librino, sono loro il cuore delle mie opere. Creazioni nelle quali si identificano. Ebbene, ridare l’identità alla gente in luoghi della contemporaneità dove manca tutto – ribadisce Presti – penso sia l’azione politica e sociale più importante che l’arte e la cultura debbano portare a compimento. E ciò va fatto specie in un momento in cui amore e serenità sono macchiate dal sangue di una guerra che non conosce confini. Oggi una risposta significativa portatrice di gioia e pace prende, dunque, vita da Librino. Questo deve fare l’arte”.

Dal 2002, infatti, 9 scuole partecipano attivamente al progetto TerzOcchio Meridiani di Luce. Anno dopo anno, il progetto è cresciuto insieme agli studenti, rendendoli protagonisti di un importante percorso etico di crescita, sensibilizzazione e presa di coscienza nei confronti del loro territorio. L’obiettivo della Fondazione Fiumara d’Arte è quello di recuperare e divulgare i valori dell’impegno civile e culturale affidando alla Scuola un ruolo attivo e centrale nell’ambito sociale. Presti poi ringrazia i fotografi che gratuitamente hanno, appunto, prestato la loro professionalità per realizzare l’opera. “Le istituzioni, le associazioni e le scuole hanno mostrato grande partecipazione – sottolinea Presti – Ma soprattutto i grandi fotografi che hanno lavorato a questo progetto. Attraverso un modulo unico espressivo, sono riusciti a far emergere il cuore e l’anima di questi 1000 bambini”. E li ringrazia tutti, uno per uno: “A partire da Daniele Bannò, Marinella Coco, Valerio D’Urso, Caterina Fisichella, Claudio Floresta, Luca Guarneri, Diego Li Puma, Salvatore Magrì, Vittorio Maltese, Wendy Passaro, Rosario Scalia, Elisabeth Zhao, e ai giovani fotografi Salvo Inghilterra, Francesco Lo Cicero e Ivan Terranova”.

 

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23 Dicembre 2016, 18:36

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