Nello Scuto si confessa su “S”: | “Pagavo e i carabinieri sapevano tutto”

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24 Aprile 2009, 12:12

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“Ho versato da uno a cinque milioni di lire agli estorsori. Anche i carabinieri sapevano, ma non mi hanno mai chiesto una denuncia”. Il “re” dei supermercati catanesi Nello Scuto, finito sotto processo con numerose accuse, fra le quali quelle di aver intrattenuto “rapporti costanti” col clan Laudani, di aver riciclato i capitali mafiosi nella sua attività commerciale e di aver avuto un ruolo nella morte di Salvatore Aiello, si confessa su “S”, il magazine che guarda dentro la cronaca, in edicola da domani, sabato 25 aprile: un’intervista a tutto campo per raccontare la sua verità sui processi e sugli ultimi trent’anni di storia della grande distribuzione in Sicilia, dalle trattative con Maurizio Zamparini per rilevare i suoi ipermercati ai rapporti con Giuseppe Grigoli, l’altro uomo Despar sospettato di aver intrattenuto rapporti con la mafia.

Scuto ammette di aver pagato il pizzo e sostiene di averlo raccontato anche agli investigatori: “Quando nel ’97 i sostituti Caponcello, Fonzo e Santonocito me l’hanno chiesto – racconta l’imprenditore catanese – io ho detto a chi davo i soldi, da quanto tempo e come li versavo. I carabinieri di San Giovanni La Punta mi avevano detto: ‘È una cosa troppo grande per noi, lei deve andare al comando provinciale’. Avevo forniture da /Turi di l’ova/, ma soprattutto mi è stata imposta la carne dei Laudani, e lo sapevano tutti”. Per quel che riguarda invece la trattativa sul Centro Olimpo di Palermo, finita al centro di un altro processo, Scuto si giustifica: “Era la K&K che apriva, non io. Se ne occupò Milazzo, l’amministratore di Sivad e Rinascente. A Palermo ci sono stato in tutto 3 volte”. Quanto a Giuseppe Micalizzi, nipote del boss Saro Riccobono che lavorava nel centro commerciale palermitano, Scuto è sicuro: “Io non l’ho mai assunto, lavorava per Center Gross. Una perizia di Genchi lo conferma: io non ho mai avuto contatti con nessuno”.

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Scuto confessa di avere una grave malattia, che oggi lo spinge a parlare. Per ripercorrere gli ultimi decenni: “I miei guai – dice – sono iniziati quando ho avviato la trattativa con Zamparini per acquistare i suoi ipermercati in Sicilia. Sei mesi dopo sono stato arrestato, e poi i centri commerciali furono rilevati da La Rinascente”. Con Grigoli, invece, Scuto dice di non aver avuto rapporti: “Tra di noi ci vedevamo solo in occasione degli auguri di Natale. L’avrò visto due o tre volte”.

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24 Aprile 2009, 12:12

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