Nicole, accusa di omicidio colposo | Spuntano nuovi indagati per falso

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17 Dicembre 2015, 11:47

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CATANIA. Sono state chiuse le indagini sul caso Nicole Di Pietro, la bambina deceduta poco dopo la nascita avventa presso la clinica Gibiino di Catania nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 2015, con la notifica dell’avviso di conclusione indagini nei confronti di sei indagati. In particolare, ai tre medici già sottoposti alla misura interdiceva del divieto di esercitare la professione medica, ovvero la ginecologa Maria Ausilia Palermo, il neonatologo Antonio Di Pasquale e l’anestesista Giovanni Gibiino, viene contestato il delitto di omicidio colposo per avere cagionato, con condotte gravemente colpose, attive ed omissive, il decesso della neonata: da un lato, nella fase precedente al parto, omettendo la ginecologa di proseguire il doveroso e accurato monitoraggio del feto durante il travaglio che avrebbe consentito di prevenire la sofferenza fetale poi verificatasi ricorrendo ad un parto cesareo d’urgenza; dall’altro lato, dopo la nascita di Nicole Di Pietro, eseguendo il neonatolofgo e l’anestesista manovre rianimatori inadeguate, aggravando così la sofferenza respiratoria della neonata fino al suo decesso avvenuto per arresto irreversibile delle funzioni vitali consecutivo a grave sofferenza acuta fetale.

Ai tre sanitari vengono contestai anche i reati di falso ideologico, ovvero: false attestazioni nella cartella neonata da parte del Di Pasquale e del Gibiino in ordine agli interventi rianimatori praticati (difformi nella tipologia e nella tempestiva rispetto a quanto invece accertato nel corso delle indagini) e alle condizioni di salute della bambina immediatamente dopo la nascita, mediante l’annotazione di valori incompatibili con le reali condizioni di salute della neonata, così come accertate dalla consulenza tecnica medico-legale; false attestazioni da parte della ginecologa Palermo e dell’ostetrica Valentina Spanò nella scheda di travaglio della partoriente, dove viene riportato un valore del battito cardiaco del feto anche in questo caso incompatibile con le reali condizioni di salute della neonata risultanti dalla citata consulenza tecnica.

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Nei confronti di Danilo Audibert e Paglia Fabrizio,all’epoca dei fatti rispettivamente Direttore sanitario e Infermiere responsabile di Sala Operatoria presso la Clinica Gibiino vengono contestati i delitti di favoreggiamento personale e di false informazioni al Pubblico Ministero a seguito delle dichiarazioni rese da questi ultimi durante la fase delle indagini preliminari in ordine alla completezza delle dotazioni della sala parto con particolare riferimento alla dichiarata presenza del kit di emergenza neonatale che invece, come emerso dagli accertamenti effettuati nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 2015 mancava. Alla ginecologa Palermo viene contesto anche il delitto di lesioni personali colpose ai danni di Egitto Tania Laura, madre di Nicole, per la mancata rimozione di una garza durante le fasi di applicazione dei punti di sutura post partum con conseguente insorgenza di un’infezione protrattasi per 13 giorni.

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17 Dicembre 2015, 11:47

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