“Niente progetti, niente fondi”| Il paradosso della Biblioteca

di

31 Gennaio 2018, 13:11

2 min di lettura

PALERMO – La Regione dà, la Regione prende. La Biblioteca centrale della Regione siciliana si è trovata negli ultimi giorni in un paradosso, con il ritiro di finanziamenti che erano stati promessi dall’assessorato ai Beni culturali per alcune opere strutturali. I fondi, previsti dal cosiddetto “Patto per il Sud” sarebbero dovuti arrivare dopo la presentazione di un progetto a cui erano stati assegnati tre funzionari proprio dei Beni culturali, ma a fine gennaio è arrivata la comunicazione: mancano i progetti, niente fondi.

La vicenda è ricostruita in una nota indirizzata da Carlo Pastena, direttore della biblioteca, all’assessorato ai Beni culturali. Tutto inizia quando l’assessorato stabilisce di finanziare con un milione e centomila euro i lavori di restauro per la Biblioteca centrale, opere che comprendono la riapertura dei magazzini periodici e del magazzino Antiqua, che contiene volumi editi dal dodicesimo secolo, e la manutenzione del riscaldamento e raffreddamento nelle sale lettura. Per ottenere il finanziamento è necessario un progetto, e dato che la biblioteca non dispone di architetti o ingegneri lo stesso assessorato ai Beni culturali incarica tre suoi funzionari, lo scorso febbraio, di redigere i piani.

Più di sei mesi dopo, tra ottobre e novembre, Pastena torna a farsi sentire con due note, in cui fa presente al dirigente del Dipartimento beni culturali, area affari generali, che gli interventi nella biblioteca erano urgenti, e che non era ancora stato presentato nessun progetto. Sempre a novembre, è lo stesso assessorato a chiedere ai tre progettisti assegnati alla biblioteca di documentare le attività svolte. A questa sollecitazione risponde solo uno dei tre funzionari, precisando che il suo ruolo è quello di coordinare gli altri due.

Articoli Correlati

Tutto tace fino alla doccia fredda di qualche giorno fa, quando l’assessorato ai Beni culturali comunica che il finanziamento di tutte le opere prive di progetto, dunque anche il restauro della biblioteca, sarebbe stato cancellato per consentire l’utilizzo dei fondi in altre opere pronte per entrare nella fase di cantiere. Ecco l’inghippo burocratico: la Regione promette dei fondi ma solo a patto che ci sia un progetto, e incarica tre suoi funzionari per realizzarlo. I tre funzionari non realizzano il piano e la Regione revoca alla biblioteca il finanziamento, motivando la scelta proprio con la mancanza di un progetto.

“Appare paradossale che la biblioteca di corso Vittorio Emanuele, fondata nel 1778 per ordine di Ferdinando I di Borbone, possa perdere il finanziamento per colpe non proprie”: una nota il sindacato Cobas Codir chiede un “immediato tavolo tecnico tra le parti coinvolte che affronti e risolva immediatamente la problematica. Le biblioteche – si legge nel comunicato – pagano lo scotto di una politica regionale deleteria come dimostra il caso rappresentato qualche anno fa dalla stessa Biblioteca centrale della Regione, dove un incendio avvenuto nel 2015 e il successivo intervento dei Vigili del Fuoco hanno fatto emergere tutte le criticità. Solo a metà del 2017 ha riaperto le porte ai tantissimi fruitori, i quali però non possono visitare tutto il patrimonio culturale in essa contenuto”.

Pubblicato il

31 Gennaio 2018, 13:11

Condividi sui social