non passa un giorno senza che emerga un nuovo episodio di corruzione che investa l'apparato amministrativo della regione. Al "supermanager" delle sanità della provincia di Messina vengono trovati in casa 90.000 euro in contanti ( di cui probabilmente proverà la natura lecita, quantunque sia pure lecito congetturare che non sia cosa normale tenere tanto denaro a casa in contante ) e si apprende pure che, quantunque "super" e nativo di Favara ( comune di 30.000 abitanti in cui si ognuno sa tutto di tutti ), sconoscesse la pericolosità sociale del compaesano Carmelo Vetro, condannato per mafia a pesanti pene detentive già scontate. Ignorava pure della vicenda del padre di Vetro, condannato all'ergastolo sempre per fatti di mafia e morto mentre era in stato di detenzione. Altra storia grottesca quella di un alto dirigente, sotto processo con accuse di corruzione, ma mantenuto in servizio con incarichi tecnici di grande importanza e ampi spazi decisionali, sollecitato poi dai Dirigenti Generali - che è dato presumere siano gli unici a non avere mai avuto notizia dei capi di imputazione che pendevano su questo indispensabile dirigente/tecnico - a restare in servizio per altri 5 anni, oltre il raggiunto limite dell'età pensionabile. Lo spaccato che viene fuori dell'amministrazione regionale è sconcertante. Sembra che il garantismo sia funzionale al malaffare, praticato in forma ipocrita e che investa la responsabilità morale di tutti: Maggioranza, opposizione, giunta di Governo etc. etc. Anche trattando della Commissione Antimafia, stupisce che la vice presidente ( non indagata ma chiamata in causa per la vicenda Iervolino/Vetro ) si tiri fuori indignata, minacciando querelle, asserendo di non conoscere il sig. Carmelo Vetro, cosa di cui nessuno dubita. Si dubita invece sulla opportunità di nominare componenti della Commissione figure politiche che ignorano nomi e famiglie che hanno fatto la storia della mafia in Sicilia e i sigg. Vetro fanno parte di queste. Se si vuole infatti che la Commissione Antimafia costituisca un contrasto concreto a questo irrisolto fenomeno, le nomine non devono essere attribuite a titolo onorifico ai fini di dare maggiore visibilità politica a chi poi, casualmente, finisce con avere rapporti con questi personaggi, sia pure in via indiretta ed in buonafede. In definitiva, da tutto ciò che è emerso negli ultimi mesi, sembra non esserci nessun argine a corruzione, malaffare, dabbenaggine ( nel migliore dei casi ), pelosa compiacenza e assoluta mancanza di senso dell'etica.


Non è che la Fake in realtà sia nascosta nella data di scadenza indicata 31 dicembre? Può la legge di stabilità per l’anno 2026 alias finanziaria, contenere una scadenza dell’anno precedente?
la incongruenza della data in effetti, a rigor di legge, non rende il provvedimento nullo nella sua interezza. Ha ragione il sindaco, andrebbe emendata la parte inattuabile e applicata una scadenza che il Parlamento stesso sarebbe obbligato a correggere. Se la vicenda dovesse sfociare in un contenzioso amministrativo, il TAR potrebbe validare il provvedimento e fissare una scadenza ritenuta ragionevole. I Parlamentari prima del voto sono tenuti a esaminare attentamente il testo della legge ed inoltre, anche il presidente dell’Assemblea che ha un suo staff di collaboratori, per il ruolo che riveste è chiamato a fare un controllo di natura tecnico-costituzionale. Invece non si capisce tutti cosa ci stanno a fare.
Leonardo Burgio, sindaco, è una risorsa per il suo comune. Ogni serradifalchese ha beneficiato di 8 mila euro di finanziamenti. Record nazionale. Possiamo averlo in prestito, lui e la sua struttura amministrativo-burocratica? E la strada che lo chiede! Giusto il tempo per trovare i denari per riparare le “trazzere” di Palermo. Almeno quelle.