"O te ne vai o ti ammazzo"| Aggredita "la Iena" La Vardera - Live Sicilia

“O te ne vai o ti ammazzo”| Aggredita “la Iena” La Vardera

Un frame del video che ha immortalato l'aggressione

Un uomo si è scagliato contro il giornalista e l'operatore Massimo Cappello, finito in ospedale.

PALERMO – “Ci ha raggiunto un uomo, il fidanzato della ragazza che volevamo intervistare. Si è avvicinato alla telecamera e ci ha minacciato verbalmente, poi all’improvviso si è scagliato con violenza sull’operatore, che è dovuto andare in ospedale per accertamenti”. E’ la descrizione dei momenti concitati di un’aggressione ai danni di Ismaele La Vardera, che per il programma televisivo “Le Iene” stava realizzando stanotte un servizio sulla morte di Aldo Naro, il giovane medico ucciso al Goa nel 2015.

Con lui è stato aggredito l’autore e operatore Massimo Cappello, che ha riportato i danni maggiori finendo in ospedale. “Sono stati presi a calci e pugni questa notte a Palermo – si legge in un comunicato inviato dalla redazione – Cappello e La Vardera, protagonista del film de Le Iene “Il sindaco. Italian politics for dummies” in cui ha denunciato gli accordi inconfessabili della politica (anche con la mafia) durante la sua candidatura a sindaco del capoluogo siciliano, erano impegnati nelle riprese di un’inchiesta che sta cercando di far luce sulla morte misteriosa di Aldo Naro”.

“O te ne vai o ti ammazzo”, ha urlato l’aggressore. La violenza è infatti stata immortalata dalla telecamera. “Per la morte di Aldo Naro, un giovane per bene e dalla faccia pulita – sottolina La Varderea – è stata condannata una persona ma non c’è ancora assoluta chiarezza su ciò che è successo. Da oltre un mese e mezzo stiamo cercando di ricostruire la vicenda”. Tra le persone che Le Iene sono andate a sentire c’è una giovane ragazza, che lavorerebbe al Teatro Biondo, alle spalle del quale sarebbe scoppiato il caos. 

Mentre l’aggressore, che i colleghi del ragazzo chiamavano “Marco” – spiegano ancora da Le Iene – continuavano a picchiare Cappello, gli altri cercavano inutilmente di farlo fermare”. Aggiunge La Vardera: “Noi non abbiamo nessuna intenzione di fermarci e anzi andremo avanti con maggiore fermezza nel tentativo di chiarire le cause e le responsabilità per la morte di Aldo e presenteremo anche denuncia per questa aggressione, anche per tentata rapina perché chi ci ha aggredito voleva portare via la telecamera con il girato. Oggi più che mai, dobbiamo rilanciare un hashtag che è diventato virale: #giustiziaperaldonaro”.


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