Ok all’ecotassa sui rifiuti | Contrafatto: “Grande passo avanti”

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24 Febbraio 2016, 19:58

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PALERMO – Un tributo speciale per quei Comuni che non raggiungeranno il 65 per cento di raccolta differenziata. Si chiama “ecotassa” ed è una delle novità contenute nella finanziaria in discussione all’Ars. La norma entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2017. Un tributo che sarà proporzionato alla percentuale di differenziata. Più saranno i rifiuti conferiti in discarica, più crescerà l’ecotassa da versare alle casse della Regione. I dati sulla raccolta saranno ricavati dalla dichiarazione annuale che le singole municipalità saranno tenute a redigere. La mancata comunicazione comporterà l’applicazione del tributo nella misura massima. 

La norma prevede che per i primi tre anni si applichi una decurtazione del 30 per cento del tributo per quei comuni che realizzeranno un incremento annuo di almeno il 10 per cento di raccolta differenziata. Decurtazione che diventerà del 40 per cento se l’incremento registrato dovesse salire al 15 per cento. Comuni “virtuosi” ai quali, per il primo triennio, saranno anche riconosciute maggiori risorse.

Il gettito dell’ecotassa andrà a incrementare un apposito fondo. Il 50 per cento di esso sarà destinato ad attività finalizzate alla riduzione della produzione di rifiuti e all’incentivazione della raccolta differenziata esclusivamente presso i comuni che hanno usufruito della tariffa nella misura minima.

Per promuovere il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti urbani e speciali, l’articolo approvato oggi prevede procedure di autorizzazione accelerate e semplificate per la realizzazione di impianti di trattamento per il riciclaggio. In particolare la Regione adotterà un iter amministrativo che permetterà la conclusione del procedimento entro e non oltre dodici mesi dal suo avvio. Impianti che però, specifica la norma, non potranno successivamente essere autorizzati a trattare materiali diversi da quelli previsti originariamente.

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“In Sicilia una tassa sui rifiuti la paghiamo già dal 1997. I comuni che portano in discarica pagano tutti un tributo. Lo scopo di questo articolo è quello di una rimodulazione – ha spiegato l’assessore all’Energia Vania Contrafatto -, in modo che i comuni che hanno raggiunto alti livelli di raccolta, possano pagare meno di quelli che la raccolta differenziata continuano a non farla. E’ un importante passo in avanti nella messa a regime del ciclo dei rifiuti”.

Una norma che ha fatto discutere. Anche tra gli stessi banchi della maggioranza. “Sono favorevole a una norma che incentivi la raccolta differenziata – ha affermato Mario Alloro del Pd -. Ma non si può ancora perdere del tempo: serve una vera riforma dei rifiuti. Riguardo a questa norma, magari si sarebbero potute rivedere un po’ le percentuali, visto che i Comuni sono già abbastanza tartassati”. Sulla stessa linea il pensiero di Pietro Alongi dell’Ncd, secondo cui “non si può scaricare sui sindaci il peso di una mancanza di programmazione generale sulla raccolta”.

“Pensare di poter raggiungere il 65 per cento di differenziata, quando il sistema non è a regime, è un errore che ricadrà sui cittadini – è il pensiero espresso da Bernadette Grasso, di Grande Sud -. La penalità porterebbe i Comuni a richiedere quei soldi ai cittadini”.

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24 Febbraio 2016, 19:58

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