Almaviva, corsa contro il tempo per salvare 500 lavoratori - Live Sicilia

Almaviva, corsa contro il tempo per salvare 500 lavoratori

Il 31 dicembre scadrà la commessa per gli operatori del 1500, il numero creato dal ministro della Salute durante l'emergenza Covid
LA VERTENZA
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PALERMO – Il 31 dicembre si avvicina e con esso la chiusura del 2022. Un giorno cerchiato in rosso per tutti, ma non sarà un giorno come tutti gli altri per i lavoratori Almaviva dedicati al numero 1500, che fu creato dal Ministero della Salute durante i primi giorni della pandemia da covid per gestire le emergenze, dare un consiglio, spiegare regole del Dpcm, ma anche aiutare per la prenotazione del vaccino e non solo. Si tratta di ben 500 operatori che dall’1 gennaio 2023 rischiano di rimanere senza lavoro. Purtroppo, però, non sono i soli. A questi vanno aggiunti i 39 operatori impegnati con la commessa American Express, che scadrà il 28 febbraio 2023. Amex, infatti, ha già fatto sapere di voler internalizzare, ma sta comunque andando avanti con le attività di recruiting sulle sedi di Roma e Milano.

Nelle scorse settimane i sindacati hanno incontrato il vice prefetto di Palermo, Anna Aurora Colosimo, che ha preso l’impegno di tutelare i lavoratori e portare all’attenzione del governo nazionale la vertenza che rischia di mettere in ginocchio moltissime famiglie. 

L’attenzione è altissima anche all’interno dell’Amministrazione Lagalla, con l’assessore alle attività produttive ed economiche Giuliano Forzinetti: “Insieme al Sindaco chiederemo un tavolo tecnico di confronto con il governo nazionale per trovare una soluzione e verificare se vi sono le condizioni per applicare la clausola sociale, ovvero la norma che consente il passaggio automatico ad un altro fornitore nel caso di un cambio d’appalto. Questo dovrebbe avvenire tramite una clausola che permetterebbe di superare la norma attuale. La città di Palermo non può permettersi in questo momento un’ulteriore mortificazione sociale e lavorativa per i suoi cittadini. Conto che si risolva tutto il prima possibile, anche perché abbiamo avuto rassicurazioni”.

La vertenza non è seguita solo a livello locale, ma anche a livello nazionale con la senatrice Dolores Bevilacqua e il deputato regionale Adriano Varrica del M5S, che hanno depositato atti parlamentari per sollecitare l’immediata convocazione di un tavolo istituzionale per risolvere la vertenza. “Gli oltre 500 lavoratori che hanno servito la collettività nel periodo più difficile della nostra storia recente non possono essere dimenticati dallo Stato – dichiara la senatrice Dolores Bevilacqua – L’ho detto in Aula al Senato, l’ho detto in Prefettura a Palermo e adesso formalizziamo la nostra richiesta con un’interrogazione: il Governo deve dare un segnale immediato, convocando il tavolo e, soprattutto, costruendo soluzioni. Noi, unitamente ai sindacati, ne abbiamo proposte diverse, ma ci vuole volontà politica”. 

Varrica, che adesso è deputato regionale, ha come interlocutore il presidente della Regione Renato Schifani: “Ho chiesto al Governo Schifani di pretendere dalla propria controparte a Roma la convocazione del tavolo che riguarda, solo per Palermo, il destino di circa 500 famiglie – dichiara il deputato regionale Adriano Varrica – La Regione deve arrivare al tavolo con proposte concrete che possano anche incoraggiare la permanenza di Almaviva sul nostro territorio, anche con forme di lavoro a distanza, nell’ambito dei percorsi di riqualificazione del personale che sono già in corso”.


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Commenti

    sono gli unici….gli altri nn esistono….stiamo tutti bene….

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