Palermo, "ha una piazza di spaccio da 20 anni"

“Ha una piazza di spaccio da 20 anni… cocaina, eroina, crack”

Il boss ucciso, il figlio e gli altri NOMI della sua rete
L'INCHIESTA
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PALERMO – Un boss emergente che si era fatto valere con la droga. Così gli investigatori riassumono la storia criminale di Giuseppe Incontrera, assassinato a fine giugno alla Zisa con tre colpi di pistola.

Da una parte coadiuvava il consuocero e presunto reggente del mandamento Giuseppe Di Giovanni, dall’altra continuava a gestire lo spaccio a piazza Ingastone.

Alessio Puccio, soldato di Porta Nuova e oggi collaboratore di giustizia, ha descritto il ruolo di Incontrera: “È sotto a Giuseppe Di Giovanni. È responsabile di via Cipressi, via dei Cappuccini e piazza Ingastone. Ha una piazza di spaccio a piazza Ingastone da vent’anni. Per la gestione della piazza ha delegato il figlio (Salvatore Incontrera, ndr) e Massimo D’Alba. Questi vendono cocaina, eroina, crack ed erba. Ma l’erba è di Nino Comandè, fratello di Stefano”.

Che si fosse fatto largo nel mondo della droga emergerebbe dal fatto che ad un certo punto era diventato il grossista di altre piazze di spaccio. Ad esempio quella che farebbe capo ai fratelli Paolo e Michele Filippone, di Brancaccio.

Filippone finì in carcere nel gennaio 2020. Le fermarono in via Marchese di Villabianca. nascondeva 32 panetti di cocaina. Quel giorno doveva ricevere una partita di droga da Incontrare che infatti diceva ad Antonino Fardella, un uomo della sua rete: “Sono pronti… sono 39 e 10… 49”. “Me li scendo io al solito?”, chiedeva Fardella.

Ed invece arrivò la notizia dell’arresto di Filippone. Incontrera chiese a Fardella di cercare di capire la situazione: “… non c’è nessuno… non mi sono andato ad infilare là dove c’era la stalla a piazza a piazza Scaffa… a Sant’Erasmo… alla stalla a informare… là c’è una persona pure dice ‘vattene per ora perché si sono portati a lui e forse pure a suo fratello… un macello”.

Del gruppo di Incontrera farebbero parte, con ruoli diversi, Alfonso Macaluso, Mario Sollami, Elves Ben Hay Assine, Entony Toscano, Aurelio Arcuri, Alberto Buccafusca, Gioacchino Fardella ed Alessio Genuardi. Tutti nomi finiti a ingrossare l’elenco dei denunciati dai carabinieri alla Procura della Repubblica.

Il ruolo di grossista di Incontrera femergerebbe anche dall’intercettazione di una sua conversazione con Domenico Lo Iacono, ritenuto affiliato alla famiglia mafiosa di Palermo centro. Si incontrarono per strada: “… dimmi una cosa ma quanto è la cosa?…”, chiedeva Lo Iacono.

Incontrera: “.. .42… 44… 43”. Gli investigato non hanno dubbi: Incontrera stava parlando del prezzo della cocaina al grammo da rifornire ad un acquirente che si era rivolto a Lo Iacono affinché facesse da tramite: “… me l’hanno proposto casomai poi contrattare”. Contrattare sì, ma ad una condizione: “.. la metà avanti… metà ogni settimana”. Il pagamento doveva avvenire nei tempi prestabiliti.


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