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Palermo, Cancelleri si impegna: sì alla Pedemontana

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21 Gennaio 2022, 06:15

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PALERMO – “La Pedemontana è un’opera assolutamente necessaria: non possiamo tenere la capitale della nostra Regione con un attraversamento all’interno della città”. Così Giancarlo Cancelleri, viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti, siciliano ed esponente di spicco del Movimento 5 stelle benedice il progetto di un nuovo collegamento viario a Sud di Palermo e alternativo a Viale Regione Siciliana. Un progetto ripescato dal governatore Musumeci e dall’assessore alle infrastrutture Marco Falcone che però, sembra incontrare anche il favore dei palazzi romani

La notizia era iniziata a ventilare negli scorsi giorni attraverso una nota stampa del governo regionale. “Liberare il centro urbano di Palermo dal flusso veicolare delle due autostrade è la prima cosa da fare” sono state le parole del presidente della Regione Nello Musumeci. Ieri la giunta regionale avrebbe iniziato a muovere i primi passi verso l’avvio delle procedure per la progettazione e il finanziamento dell’opera. Live Sicilia ha così contattato il viceministro che conferma la sua volontà già accennata in passato: “Ritengo l’opera indispensabile tanto quanto il tunnel sottomarino a largo del città. Un’opera non esclude l’altra”.

E, mentre il Comune di Palermo sull’opera non si esprime, per la prima volta si registra una comunione di intenti fra le autorità regionali e le autorità nazionali sul tema.

La storia dell’opera da realizzare

La questione della Pedemontana, infatti, non è nuova. Anzi è vecchia almeno dieci anni. In molti ancora ricordano quando, il 31 agosto del 2011, l’allora governatore Raffaele Lombardo, insieme al Comune e alla Provincia, firmò il protocollo d’intesa con l’Anas che si impegnava ad approntare uno studio di fattibilità della tangenziale interna di Palermo, da realizzare con il project financing e che avrebbe rappresentato una alternativa a viale Regione Siciliana.

Quello che ne venne fuori fu un progetto faraonico da 900 milioni di euro. Cinque erano i tratti: dall’innesto nell’A19 allo svincolo Bonalgia, da quest’ultimo alo svincolo Oreto, per poi salire a Monreale, passare da Boccadifalco per poi riscendere a valle e imboccare la Palermo Trapani.

Poi l’ipotesi di realizzare la grande infrastruttura si andò sgonfiando. Nel 2016 infatti, l’Anas stabilì che quell’opera non era fattibile: troppi i problemi idrogeologici, eccessivo l’impatto ambientale, diversi i siti archeologici e le cavità presenti: difficoltà insormontabili, a cui andava aggiunto anche l’impatto economico del progetto.

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Il rilancio di Musumeci e Falcone

Adesso però, lo scenario sembra mutato. Come detto Musumeci è stato il primo a riproporre il progetto con la richiesta di “di dare finalmente seguito al progetto per la realizzazione dell’arteria di collegamento tra l’autostrada per Catania e quella per Mazara del Vallo, alleggerendo la ‘trappola infernale’ di viale della Regione”. “Del resto – ha ricordato Falcone facendo eco al titolare di Palazzo d’Orleans -, negli archivi dell’Anas dovrebbe giacere già uno studio di fattibilità sull’opera, che andrebbe aggiornato e portato a progetto. Il governo Musumeci farà la sua parte, in tutti i sensi”.

Cancelleri: anche noi vogliamo la Pedemontana

Adesso arriva la conferma, quindi, che anche lo Stato farà la sua parte. “Nel non portare avanti un progetto – ha spiegato a Live Sicilia, il viceministro Cancelleri – si è perso solo del tempo. C’è un progetto preliminare del 2011. Io negli ultimi mesi ho dato impulso a elaborare dei primi studi di fattibilità. Oggi ci troviamo però all’anno 0. Ci sono delle ipotesi di tracciato, occorre rifare le rilevazioni sul territorio perchè qualcosa sarà cambiata ma ritengo che dobbiamo andare avanti”.

Il costo potrebbe addirittura essere maggiore di quello originariamente previsto. I prezzi sono cambiati e così l’opera, fra gallerie e ponti, potrebbe valere di più. L’intervento è complessa, ma lo stesso Cancelleri ammette che “rispetto al tunnel, la Pedemontana risulta più facilmente realizzabile. Certo – afferma il pentastellato – non è più rinviabile. Le linee di finanziamento ci sono. Da parte nostra c’è la volontà politica e credo che ci sia anche da parte della Regione”.

Intanto il viceministro delle infrastrutture pensa anche a Ponte Corleone. “Siamo pronti a mettere i soldi sul Ponte. Il ministro sa quanto è urgente e importante tale snodo: si tratta del collegamento fra Catania e Trapani. Aspettiamo i risultati degli studi e capiremo quante risorse appostare per la realizzazione della messa in sicurezza e delle complanari”. L’uomo dell’esecutivo ha ricordato come grazie a una convenzione Anas si è presa carico dell’infrastruttura, anche con la nomina del commissario Matteo Castiglioni. “Vogliamo intervenire per porre fine a quella che è una vergogna”.

Scoma: bene il recupero dell’idea

Il coro di sì all’opera è bipartisan. Per Francesco Scoma, deputato della Lega: “E’ giusto che questa città possa costruire la sua ripartenza dopo un periodo di grande sofferenza. E il modo più giusto per farlo è dotarla di infrastrutture per la mobilità al pari delle altre città italiane e capitali europee. Siamo soddisfatti che il presidente Musumeci abbia recuperato il nostro progetto della ‘Pedemontana’ che permetterebbe il collegamento veloce l’autostrada Palermo-Catania con la Palermo-Mazara del Vallo senza passare da viale Regione Siciliana. L’approvazione da parte della Giunta della Regione è un’ottimo segnale per Palermo, realizzare quest’opera inciderebbe positivamente sulla qualità dei servizi, sui tempi di percorrenza, migliorando la qualità della vita dei cittadini e la creazione tantissimi posti di lavoro”.

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21 Gennaio 2022, 06:15

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