Palermo, funzionario Inps "corrotto"

Funzionario Inps “corrotto”: “Soldi? L’ho fatto per amicizia”

Le indagini dell'Istituto, la confessione e la parziale retromarcia
L'INCHIESTA
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PALERMO – Quando c’era da recuperare informazioni che dovevano restare riservate i titolari delle agenzie di recupero crediti sapevano a quale porta bussare. E cioè quella di Santo Di Lorenzo, ex funzionario dell’Inps di Palermo che lo ha licenziato non appena ha scoperto migliaia di accessi abusivi al data base.

Di Lorenzo, uno dei 16 indagati dalla Procura di Palermo, avrebbe fatto lo screening sulla situazione dei debitori – sono 800 quelli “spiati” – e poi informava Graziano Spano della Legalpromo di Riccione, Vincenzo Lentini della Toke Credit di Palermo (l’impresa è della moglie Serafina Torino, pure lei indagata) e Antonio Drommi della Adr Group di Messina.

L’Inps ha denunciato Di Lorenzo. Convocato dai pubblici ministeri di Palermo non ha potuto che confermare gli accesi abusivi – sono migliaia -, ma ha negato di avere ricevuto soldi in cambio delle informazioni.

Lo faceva per conto di Giovanni Lentini sul qual ha messo a verbale: “Sono sicuro che percepisce un compenso per le informazioni fornite agli avvocati con cui collabora”. Avvocati che al momento risultano ignari dei metodi illeciti di raccolta dei dati.

“Io però non ho percepito soldi e ho effettuato quanto richiesto solo per amicizia e buona fede”: si è affrettato a precisare l’ex dipendente dell’Inps ai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria.

Questo ultimi hanno convocato Lentini per riscontrare il racconto di Di Lorenzo. Prima ha ammesso che sarebbe stato ripagato con denaro (“20, 30 euro”), cene e aperitivi, ma in un secondo interrogatorio ha fatto una parziale marcia indietro: niente soldi, ma solo “cene e aperitivi”. Scambio di cortesia, niente di più.

Che la natura degli accessi al data base dell’Inps fosse illecita lo sapevano bene alla Adr di Messina. L’amministratore Antonio Drommi diceva a Spano, senza sapere di essere intercettato: “Abbiamo un report completo… chiaramente camuffato… non è che le giro quello dell’Inps… che è illegale… ovviamente… lo epuriamo di tutto”.

il modus operandi era stato esportato anche lontano dalla Sicilia, tanto che fra gli indagati ci sono anche Francesco Covone, funzionario dell’Inps di Soccavo, in provincia di Napoli, e Franco Pusceddu, impiegato del comune di Quartu Sant’Elena in provincia di Cagliari.


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