Palermo, furto di luce: serve prova manomissione del contatore

Furto di energia, serve la prova che il contatore sia stato manomesso

Annullata la condanna inflitta ad un commerciante palermitano

PALERMO – Non basta la sola alterazione dei consumi elettrici per condannare un imputato, ma serve dimostrare, tecnicamente, che il contatore sia stato manomesso. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha annullato con rinvio la sentenza di condanna inflitta un commerciante palermitano. Si dovrà celebrare un nuovo processo.

I supremi giudici hanno accolto il ricorso degli avvocati Vincenzo Giambruno, Alessandro Martorana e Silvana Tortorici.

I tecnici dell’Enel accertarono, servendosi di un apparecchio, un anomalo calo dei consumi pari al 78%. La difesa ha, però, sostenuto che la manomissione della calotta esterna del contatore non sia prova che all’interno il circuito sia stato alterato. Ed ancora: è stata messa in dubbio l’attendibilità e l’idoneità dello strumento usato per la verifica.

La Cassazione scrive che non basta la mera registrazione di un consumo inferiore alla precedente bolletta per sostenere che il contatore sia stato manomesso.

«Abbiamo sostenuto l’illegittimità dell’accertamento condotto dall’Enel, in assenza di garanzie previste dalla legge, che invece prevede la nomina di un tecnico – commenta l’avvocato Martorana -. L’uso di una sola apparecchiatura esterna non dà contezza dell’eventuale alterazione. Per questo la difesa ha sottolineato il difetto di un accertamento tecnico in quanto tale nel contraddittorio delle parti».


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