Palermo, immigrati clandestini nei circhi: dipendente regionale condannato

Palermo, clandestini nei circhi: dipendente regionale condannato

Giudicati colpevoli 5 dei 17 imputati. TUTTI I NOMI
IL PROCESSO
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PALERMO – Alla fine del processo sulle finte assunzioni nei circhi i condannati sono cinque su diciassette imputati. Nel blitz di sette anni fa le persone coinvolte erano state 41, ma per oltre la metà la stessa Procura aveva chiesto l’archiviazione.

Sono i numeri del processo sui circhi che sarebbero diventati la porta di accesso di immigrati clandestini in Italia. Il lavoro negli spettacoli itineranti, tra i più famosi del nostro Paese, sarebbe stato fittizio. L’assunzione di artisti e operai serviva solo per regolarizzare la loro posizione.

Sul verdetto, emesso ieri sera dopo dieci ore di camera di consiglio, avrà pesato l’eccezione sollevata di uno dei legali delle difese, l’avvocato Salvatore Modica. La Corte aveva dichiarato inutilizzabile il 90% delle intercettazioni telefoniche ed ambientali per un difetto di motivazione. È saltata dunque la gran parte dell’ossatura del processo.

La ricostruzione del meccanismo illecito, scoperto dalla squadra mobile, ha retto al vaglio del collegio presieduto da Vincenzo Terranova, giudice a latere Mauro Terranova che ha condannato i cinque imputati, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al compimento di reati di immigrazione clandestina, falso materiale ed ideologico e corruzione.

Gli imputati condannati

Vito Gambino, dipendente dell’assessorato regionale alla Famiglia, Servizi Sociali e Lavoro, ha avuto 7 anni e 4 mesi, Kishand Chan 5 anni, Muhammad Bilal 4 anni e 3 mesi, Mohammed Islam 4 anni, Avtar Chand 4 anni. Gambino era il personaggio chiave del processo. Fu lui, dietro pagamento di denaro, a falsificare le pratiche per ottenere il permesso di soggiorno.

La confessione del dipendente regionale

Dopo alcuni giorni in carcere confessò le mazzette. Era un ex precario stabilizzato nell’Ufficio speciale lavoratori extracomunitari dello spettacolo di via Imperatore Federico. Da qui partivano le richieste di nulla osta da girare alle ambasciate italiane per dare il via libera all’ingresso dei lavoratori in Italia. Pratiche che necessitavano del visto della Questura, di cui Gambino, che ha perso il posto, aveva falsificato il timbro.

Gli imputati assolti

Assolti Francesco, Alberto e Claudio Vassallo; Vincenzo Gambino, Kisban Chand, Davide Rossi, Eleuterio De Bianchi, Mihai Marinescu, Nirmal Singh, Jatinder Singh, Paul Harmesh. Erano difesi dagli avvocati Paolo Seminara, Marco Allegra. Laura Mossuto, Salvo Priola, Francesco Saladino, Filippo Lo Jacono, Valerio Benedetto, Gianluca Marino, Salvatore Modica, Annalisa Bertolini, Piero Fornaciari, Lorenzo Astori, Alessia Di Marco, Paolino Graviano.


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