Palermo, la Federico II espone nello spazio μετα Antonia Minore - Live Sicilia

Palermo, la Federico II espone nello spazio μετα Antonia Minore

La presentazione con le nuove cariche dell'Ars e del governo regionale
ARTE E CULTURA
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Antonia Minore. Sorella dell’imperatore Augusto, figlia di Marco Antonio, ma soprattutto donna emancipata. Riuscì infatti ad attestare la propria identità in una fase storica di cambiamento, dove la donna cominciò a partecipare a vicissitudini politiche anche senza prenderne formalmente parte.

Rimasta a lungo nell’ombra, da oggi riemerge dalle tenebre, per restare immortale nel tempo grazie a META. 

Il ritratto marmoreo dell’Augusta Antonia, proveniente da Pantelleria, è l’opera che i visitatori del Palazzo Reale potranno ammirare da domani, 30 novembre, all’interno dello spazio META, dove il mondo dell’arte e quello del digitale si incontrano. Il ritratto marmoreo, risalente al I secolo d.c. 

Oggi l’opera è stata mostrata in anteprima a stampa e addetti ai lavori. 

L’opera è giunta a Palermo in virtù della collaborazione tra la Fondazione Federico II e il Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria. Il progetto è inoltre finanziato da Invitalia e dal Ministero della Cultura, nell’ambito della linea di intervento Cultura Crea, e nasce dalla partnership tra la Fondazione Federico II e Forma Rei onlus per lo sviluppo dell’innovazione tecnologica in ambito culturale. 

Il ritratto marmoreo dell’“Augusta” Antonia, proveniente da Pantelleria, è l’opera d’arte originale che i visitatori di Palazzo Reale potranno ammirare da domani, 30 novembre, all’interno di Meta, lo spazio permanente tra arte e innovazione tecnologica che in soli sessanta giorni dalla sua apertura è stato scelto da più di diecimila cittadini-viaggiatori. Attraverso fedelissime riproduzioni in materiali eco-sostenibili, inoltre, capolavori come il ritratto di Antonina Minore, diventano immuni al tempo e protetti dalla memoria.

La Fondazione Federico II accoglie, pertanto, la testa di Antonia Minore per proseguire nella valorizzazione delle più prestigiose opere scultoree presenti in Sicilia e associare il patrimonio storico alla capacità di renderlo immortale e trasmissibile grazie alle migliori tecnologie contemporanee. In precedenza era stato esposto il ritratto marmoreo di Ottaviano Augusto, proveniente da Centuripe.
Erano presenti alla preview di questa mattina il Presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II Gaetano Galvagno, l’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Elvira Amata, l’Assessore al Turismo, Sport e Spettacolo Francesco Paolo Scarpinato, il Direttore Generale della Fondazione Federico II Patrizia Monterosso, il Dirigente Generale del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Franco Fazio, il Direttore del Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria Felice Crescente, l’Imam di Palermo Badri El Madani.

“La fondazione Federico II, attraverso META, intende innescare nella collettività interesse e comprensione per l’arte” afferma il Presidente della Fondazione, Gaetano Galvagno “nonché consapevolezza civica di tutela della memoria artistica. Lo spazio META apre ad una nuova modalità di fruizione del patrimonio culturale che consente di raggiungere altri target, potenzialmente interessati, come i giovani. L’ampliamento dei target di fruizione è in linea con le finalità della misura e del PON Cultura&Sviluppo 2014-2020 sia per incrementare la domanda di cultura in termini di flussi turistici ma anche in relazione all’identificazione di chi vive in un territorio e si riappropria di storia, cultura e radici del luogo.”

“Siamo orgogliosi – dichiara l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana Elvira Amata – di dare enfasi attraverso lo Spazio Meta al ritratto marmoreo di Antonia Minore, figura poco valorizzata dalla storiografia, che grazie alle migliaia di visitatori che transitano da Palazzo Reale, sarà conosciuta in tutto il mondo e, sono certa, anche il Museo di Pantelleria ne trarrà beneficio. META è un progetto che va nella direzione giusta, ovvero utilizzare la tecnologia al servizio dei beni culturali per una più ampia fruizione del nostro patrimonio e per suscitare maggiore interesse nei giovani”.

“La presenza del ritratto marmoreo di Antonia Minore al Palazzo Reale di Palermo – dice il Direttore Generale della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso – oltre ad offrire una splendida rappresentazione della nobile romana, ci dà la possibilità di esaltare un’importante figura del passato, preservare l’identità artistica, riportando alla ribalta la storia di donne, spesso trascurate, come l’Augusta Antonia. Alla figura di Antonia Minore si deve probabilmente l’emergere di una nuova tipologia di matrona rispetto ai contenuti e al cliché assegnato alla donna in età romana dalla tradizione storiografica”.

“È dal 2015 che lavoriamo alla digitalizzazione del patrimonio artistico-culturale internazionale con oltre duemila sculture digitalizzate ad oggi e racchiuse nel nostro database – spiega il fondatore di Forma Rei Onlus e della start-up ARTFICIAL, Giorgio Gori. Abbiamo risolto problematiche tecniche molto delicate per la sicurezza e la fruizione dei file 3D e costruito un’infrastruttura DRM (Digital Rights Management) attualmente unica nel mercato internazionale, per la distribuzione e riproduzione autorizzata di file 3D di opere d’arte. Realizzare l’esperienza artistica ‘Palazzo Reale Meta Experience’ è stato per noi il modo di raccontare al grande pubblico la nostra mission, divertendo, educando e promuovendo una nuova percezione del bene culturale”.

Nella dimensione META, i visitatori del “Complesso Monumentale Palazzo Reale e Cappella Palatina” si rendono conto personalmente come l’innovazione applicata ai beni culturali sia un concetto concreto. Il visitatore entra prima nella infinity room, poi assiste al processo di smaterializzazione e materializzazione dei grandi capolavori d’arte, e scopre così come avviene la creazione dell’identità dell’opera. E alla fine può portare a casa il risultato di quel processo, in materiali eco sostenibili. 

Da oggi l’esperienza è inoltre arricchita da “QUICKSCAN”, con cui il visitatore viene scansito in sei secondi, provando sulla sua pelle quello che succede alle opere d’arte, per poi ricevere via mail la sua identità digitale.

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