Palermo, la sordità a scuola | Stamattina convegno al “Galilei”

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30 Aprile 2009, 16:47

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Si è svolto stamani, presso il liceo scientifico “Galileo Galilei” di Palermo, il seminario “La sordità: come affrontarla nel contesto scolastico” promosso dall’Ente Nazionale dei Sordi e dalla D. D. “G. E. Nuccio”, finanziato dall’Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione.
Un incontro tra famiglie, scuola e istituzioni volto a promuovere l’informazione relativa a questo tipo di disabilità e all’importante ruolo svolto – ai fini dell’integrazione scolastica dei bambini sordi – dall’assistente alla comunicazione e dall’educatore sordo. Tali figure professionali svolgono un insostituibile ruolo di mediazione culturale e comunicativa per l’alunno sordo, un ruolo cui gli insegnanti di sostegno (che si occupano più prettamente di didattica) non sono preparati a ricoprire.
Nel corso del seminario, cui sono intervenuti tra gli altri il presidente del Consiglio regionale dell’Ens Antonio Coppola,  il segretario regionale Ruggero Avellone, e il rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale Maurizio Gentile, il dibattito si è focalizzato sul mancato finanziamento da parte del Comune di Palermo  del servizio di assistenza alla comunicazione nelle scuole elementari e medie di Palermo e provincia per l’anno scolastico 2008-2009.
“L’Ente Nazionale dei Sordi – ha spiegato Ruggero Avellone, segretario regionale – si sta battendo per proporre una legge quadro che sia in grado di seguire, in maniera istituzionale e ragionata, tutte le fasi della vita di una persona affetta da disabilità. Il nostro problema più grande è che l’attuale legislazione tende ad inglobare tutto insieme, senza considerare che ogni disabilità ha una sua specificità. E per far sì che i principi si trasformino in pratica, specie nel campo scolastico, occorrono degli operatori specifici, gli unici – al di là dell’altrettanto fondamentale apporto degli insegnanti di sostegno – veramente abilitati ad abbattere le barriere comunicative”.
“L’integrazione di cui parliamo – ha precisato Antonio Coppola, presidente del Consiglio regionale dell’Ens – è un’integrazione di facciata, perché poi di fatto nelle scuole elementari e medie mancano gli operatori addetti allo sviluppo delle capacità comunicative degli alunni sordi. Un fattore allarmante se si considera che la scuola è il primo nucleo sociale in cui il bambino sordo viene calato. Ci sono paesi europei, come la Danimarca, in cui bambini sordi ed udenti sono alla pari a tutti gli effetti”.
Un quadro più confortante invece quello illustrato da Maurizio Gentile, rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale, in relazione alla presenza sul territorio degli insegnanti di sostegno. “Le scuole pubbliche statali – spiega Gentile – sono attualmente frequentate da 20.950 studenti disabili, di cui 4.896 solo a Palermo. Gli insegnanti di sostegno in campo sono 11.909, di cui 2.637 nel nostro capoluogo. Una presenza massiccia che tuttavia andrebbe supportata da quella di operatori specifici. Trattandosi di un diritto sancito dalla legge, e pertanto esigibile, deve essere garantito da chi di competenza. Perché il riconoscimento di un diritto non ha nulla a che vedere e non va confuso con l’assistenzialismo”.

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30 Aprile 2009, 16:47

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