Dalla lite mortale alla baby gang: "Centro storico Far West" - Live Sicilia

Palermo, dalla lite mortale al branco: “Centro storico Far west”

David Salvatore Petriglieri è morto dopo l'aggressione in via Roma. La paura dei residenti
L'ALLARME
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Una lite, poi la caduta che si è rivelata fatale. Aveva battuto violentemente la testa David Salvatore Petriglieri, l’uomo di 48 anni che è morto in ospedale a Palermo, dopo tre giorni di agonia. L’aggressione, avvenuta in pieno centro città, davanti al supermercato Lidl di via Roma, aveva reso necessario l’arrivo dei sanitari del 118 e della polizia. Poi il trasporto al Policlinico, dove il 48enne – che abitava a Comiso, in provincia di Ragusa – era stato sottoposto a un delicato intervento per una emorragia cerebrale. Ricoverato e sedato, ha lottato fino all’ultimo, ma giovedì è deceduto: le sue condizioni sono precipitate, le ferite interne si sono rivelate troppo gravi.

Le aggressioni del ‘branco’

Ha perso la vita in seguito all’ennesimo episodio di violenza nel centro storico, dove proprio oggi è stata smantellata una banda che seminava il terrore. Un gruppo di ragazzini pronto a tutto è stato infatti individuato dalla squadra mobile dopo aver messo a segno aggressioni di ogni tipo nel centro storico, anche nei confronti di giovani disabili. Dopo le violenze, il ‘branco’ condivideva dei filmati sui canali social: da Instagram a YouTube, fino a TikTok, ribadivano la propria presenza sul territorio. E così cresce nuovamente la paura nel cuore della città: dopo la morte di Petriglieri sono molti i residenti che chiedono più controlli. Specie lungo il tratto compreso tra la stazione centrale e l’ingresso al mercato della Vucciria non nuovo, purtroppo, agli episodi di violenza.

I precedenti

L’ultimo la scorsa settimana: uno studente inglese che dorme al Campus universitario è stato picchiato in vicolo Lampionelli, proprio tra la via Roma e la via Maqueda. Un giovane, pochi mesi fa, è stato minacciato con il coltello nei pressi dell’incrocio con corso Vittorio Emanuele. Recente anche la rissa provocata da tre turisti francesi nell’area vicina al mercato popolare: in quel caso ad avere la peggio è stato anche il titolare di un pub. “Dopo lo stop provocato dalla pandemia – dice un residente – dobbiamo fare i conti con il ritorno della microcriminalità in centro. Episodi del genere erano diminuiti, ma ultimamente ci ritroviamo di fronte a una escalation preoccupante. Io abito in via Divisi e non mi sento tranquillo. Credo ci sia un allarme sociale, molto spesso scippi e rapine vengono commessi da giovanissimi. Il caso dell’aggressione davanti al supermercato è particolarmente preoccupante, perché stavolta ci è scappato il morto. Dove dobbiamo arrivare? E’ già un Far West”.

Le indagini sulla morte del 48enne e il dolore a Comiso

Sull’aggressione le indagini sono ancora in corso, sono ricercati due uomini che dopo la violenza si sono dati alla fuga. Ancora poco chiari anche i motivi che hanno portato alla lite, il quale epilogo ha sconvolto tutta Comiso, cittadina in cui la vittima risiedeva. Petriglieri era nato negli Stati Uniti, ma da sempre nel paese siciliano, era molto conosciuto perché aveva gestito alcuni locali. “Totuccio – così lo chiamavano gli amici – non ci vedevamo da una vita, ma questa notizia mi ha distrutto. Riposa in pace”. E ancora: “Una storia terribile, non ti dimenticheremo mai, fai buon viaggio”.


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Commenti

    La sicurezza è una falsa emergenza (come l’immigrazione). La microcriminalità è una falsa emergenza usata come arma di distrazione di massa dai temi che interessano la gente: economia, lavoro, pensioni, fisco, welfare, diritti, scuola, università, cultura, sport, digitalizzazione, burocrazia, mafia….

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