Palermo, pena più pesante per il boss: tutte le condanne - Live Sicilia

Palermo, stangata per il boss di Brancaccio: tutte le condanne

Avrebbe riorganizzato il mandamento di Brancaccio. Ci sono degli assolti
IL PROCESSO
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PALERMO – La pena per il principale imputato diventa ancora più pensante. La Corte di appello ha condannato Luigi Scimò, che tutti chiamano Fabio, a 22 anni, 10 mesi e 20 giorni di carcere in virtù della continuazione con un precedente giudicato.

La mafia dei soliti noti

Sarebbe stato Scimò a ricevere il bastone del comando da Pietro Tagliavia, arrestato nel 2017. Insieme a a Salvatore Testa, la cui condanna a 14 anni e 4 mesi è stata confermata, Scimò avrebbe riorganizzato la famiglia mafiosa di Corso dei Mille e l’interno mandamento mafioso di Brancaccio. Dalla sua parte aveva un grande amico, il dottore Giuseppe Guttadauro.

Il giorno del loro arresto da parte degli agenti della Squadra mobile nel blitz denominato “Maredolce 2” erano entrambi già volti noti. Testa aveva scontato una condanna per estorsione, mentre Scimò nel 2014 era tornato libero per fine pena. Aveva retto nei suoi confronti l’accusa di mafia, ma non quella di omicidio.

Scimò ufficialmente lavorava nell’agenzia funebre di via Amedeo D’Aosta formalmente intestata al genero Pietro Di Marzo.

Le altre pene

Queste le altre pene: Aldo Militello 11 anni e 8 mesi, Enrico Urso 2 anni, Vincenzo Machì 2 anni, Lorenzo Mineo 8 anni, Pietro Di Marzo (12 anni), Lorenzo Mineo (8 anni), Carlo Testa (4 anni e sei mesi), Pietro Luisi (4 anni e 4 mesi), Vincenzo Machì (2 anni, due mesi e 20 giorni).

Gli assolti

Assolti Salvatore Li Muli, Pietro Mendola e Rosalia Quartararo, difesi dagli avvocati Raffaele Bonsignore e Antonio Gargano.

In primo grado erano stati condannati per l’intestazione fittizia della Li Muli Costruzioni che in realtà, secondo l’accusa, sarebbe stata di proprietà di Mendola, in passato già condannato per mafia. Il verdetto è stato ribaltato. Assolti anche Caterina Feliciotti, Giovanna D’Angelo.

Ed ancora: verdetto ribaltato e assoluzione per Paolo e Pietro Rovetto, assistiti dall’avvocato Riccardo Bellotta.

Il collegio presieduto da Adriana Piras ha confermato il risarcimento dei danni in favore delle parti civili: Federazioni delle associazioni antiracket e antiusura, Confesercenti Palermo, Sicindustria, Centro Pio La Torre, Sos Impresa, Solidaria Onlus, Associazione Antonino Caponnetto.


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