Palermo, "Sono i boss Brancaccio": 12 condanne e un assolto

“Sono i boss di Brancaccio”: 12 condanne e un assolto NOMI

C'è un solo assolto. Pene pesanti, ma inferiori alle richieste
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PALERMO – Il giudice accoglie le richieste della Procura della Repubblica e arriva la stangata per i presunti affiliati al mandamento di Ciaculli-Brancaccio. La pena più alta – 20 anni di carcere – è stata inflitta a Maurizio Di Fede, boss della famiglia di Roccella.

L’odio verso Falcone e Borsellino

“Noi non ci immischiamo con Falcone e Borsellino”, diceva Di Fede alla mamma di una bimba che voleva partecipare alle manifestazioni organizzate dalla scuola in memoria dei giudici assassinati dalla mafia. ASCOLTA L’AUDIO

Sedici anni ha avuto Giuseppe Greco, che del mandamento avrebbe preso le redini quando fu arrestato il cugino Leandro. Il padre di Giuseppe era Salvatore Greco, soprannominato il senatore per la sua capacità di dialogare con i politici, fratello di Michele.

Sotto processo c’era anche il presunto braccio destro di Greco, Ignazio Ingrassia, soprannominato boiacane deceduto lo scorso giugno. Tra gli affari del clan c’erano soprattutto i traffici di droga che garantiscono grossi guadagni. Molto meno rende il pizzo, ma viene imposto per controllare il territorio. Dal farmacista all’ambulante: in tanti pagavano e sono rimasti in silenzio e ora rischiano di finire sotto processo.

Gli imputati e le pene

Queste le pene inflitte dal giudice per l’udienza preliminare Marco Gaeta su richiesta del procuratore aggiunto Paolo Guido e dei sostituti Bruno Brucoli e Francesca Mazzocco, già scontate di un terzo per il rito abbreviato: Giuseppe Greco 16 anni (difeso dall’avvocato Jimmy D’Azzò, per lui la richiesta era 20 anni), Girolamo Celesia 16 anni (richiesta di 18 anni), Giuseppe Ciresi 8 anni e 6 mesi (contro i 12 anni di richiesta), Maurizio Di Fede 20 anni, Giovanni Di Lisciandro 14 anni (20 anni), Raffaele Favaloro 5 anni e 4 mesi (8 anni), Salvatore Gucciardi 13 anni e 4 mesi (18 anni), Rosario Montalbano 11 anni e 8 mesi (difeso dall’avvocato Riccardo Bellotta, erano stati chiesti 20 anni), Stefano Nolano 12 anni e 4 mesi (contro i 20 anni della richiesta), Onofrio Palma 10 anni (i pm ne avevano chiesto 18, era difeso dall’avvocato Giulio Bonanno) Gaspare Sanseverino 9 anni (18 anni), Angelo Vitrano 14 anni (18 anni).

L’unico assolto è Giuseppe Giuliano, (difeso dagli avvocati Gianfranco Viola e Sergio Toscano, erano stati chiesti 12 anni e 6 mesi di carcere).


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