Palermo, a Brancaccio prezzi della droga alle stelle

A Brancaccio prezzi della droga alle stelle durante la pandemia

Il retroscena emerge dall'ultima indagine dei carabinieri
L'INCHIESTA
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PALERMO – Bancaccio si conferma una delle principali piazze di spaccio della città sotto il controllo mafioso. Uno dei principali fornitori sarebbe stato Giuseppe Marsalone, classe 1976, uno degli arrestati del blitz dei carabinieri del 16 novembre scorso.

Il virus iniettato nel cellulare di Onofrio Claudio Palma ha svelato il suo ruolo e quello di Maurizio Di Fede. Nel 2020 ci furono mesi in cui, per colpa della pandemia Covid, i rifornimenti di droga andavano a rilento. “Siamo a mare, voialtri niente avete? Noi forse aspettiamo qualcosa per martedì”, diceva Palma parlando con un uomo non identificato. Quest’ultimo rispondeva: “Hanno la testa malata… sei e cinque sei e cinque”. I prezzi erano alle stelle.

Poco dopo Palma incontrò Di Fede: “… io ho visto a Jimmy (Girolamo Celesia, altro uomo d’onore di Brancaccio) che ho preso il pesce e mi ha detto: ‘Claudio, glielo puoi dire che sabato è festa se si anticipa per venerdì?’… vediamo. Parlando con te mentre scendevo li ho visti i ragazzi e mi hanno detto che stavano cercando a Maurizio perché sabato è festa e gli ho detto: io sono qua proprio per questo…”. I ragazzi, cioè i pusher, avrebbero chiesto di anticipare i soldi degli stipendi, visto che all’indomani era il girono di Pasqua.

Al termine della conversazione Palma spiegava al Di Fede che a Francesco avevano proposto un panetto a 700 euro: “A Francesca gliel’hanno invitata a 700 euro… minchia 700 euro padrino, si fanno per ora no i bagni”. Francesco è uno dei volti su cui si indaga ancora.


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