Palermo, mafia, droga e baci in bocca: "Stangateli tutti"

Mafia, droga e baci in bocca: “Stangateli tutti” NOMI

Sono pesantissime le richieste di condanna per presunti boss e gregari di Brancaccio
IL PROCESSO
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PALERMO – La pena più alta – 20 anni di carcere – è stata chiesta nei giorni scorsi per Giuseppe Greco, il figlio del senatore. È il momento della requisitoria dei pubblici ministeri Bruno Brucoli e Francesca Mazzocco al processo che vede imputati presunti boss e gregari della mafia di Brancaccio.

Il troncone è quello in abbreviato in corso davanti al giudice per l’udienza preliminare Marco Gaeta.

I Greco, passato e presente mafioso

Quando Leandro Greco, ad appena 28 anni, seguì le orme del nonno Michele, il ‘papa’ della mafia, e finì in carcere con l’accusa di essere il nuovo capomafia di Ciaculli il suo posto sarebbe stato preso dal cugino Giuseppe Greco, immortalato in uno dei gesti tipici della simbologia mafiosa: il bacio in bocca fra affiliati.

Il padre di Giuseppe era Salvatore Greco, soprannominato il senatore per la sua capacità di dialogare con i politici, fratello di Michele. “Gli è stato detto tempo fa, quando è sceso il dottore di preoccuparsi della sua zona…”, diceva Giuseppe Greco, quando seppe, nel gennaio 2020, che Giuseppe Giuliano, soprannominato “Folonari”, scalpitava e chiedeva spazio.

LE FOTO DEI BOSS BRACCATI

Una questione delicata che meritò le attenzioni di un altro grande vecchio Giuseppe Guttadauro, che da qualche mese è di nuovo detenuto. Si era trasferito a Roma, ma non ha resistito al richiamo palermitano ed è finito nei guai.

Sotto processo c’era anche il presunto braccio destro di Greco, Ignazio Ingrassia, soprannominato boiacane deceduto lo scorso giugno. Tra gli affari del clan c’erano soprattutto i traffici di droga che garantiscono grossi guadagni. Molto meno rende il pizzo, ma viene imposto per controllare il territorio. dal farmacista allo sfincionaro: in tanti pagavano e sono rimasti in silenzio.

Tutti gli imputati

Queste le altre pene richieste, già scontate di un terzo per il rito abbreviato: Girolamo Celesia 18 anni, Giuseppe Ciresi 12 anni, Maurizio Di Fede 20 anni, Giovanni Di Liasciandro 20 anni, Raffaele Favaloro 8 anni, Giuseppe Giuliano 12 anni e 6 mesi, Salvatore Gucciardi 18 anni, Rosario Montalbano 20 anni, Stefano Nolano 20 anni, Onofrio Palma 18 anni, Gaspare Sanseverino 18 anni, Angelo Vitrano 18 anni.

La parola ora passa alle difese, poi la sentenza.


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