Palermo, l'ex "talpa della Procura" di nuovo nei guai giudiziari

Palermo, ex “talpa” della Procura di nuovo nei guai giudiziari

Tra i coinvolti nel blitz di Giardinello c'è anche un ex finanziere
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PALERMO – La cronaca torna ad occuparsi di un personaggio chiave nella storia giudiziaria siciliana. Nel blitz dei carabinieri, assieme al sindaco di Giardinello Antonio De Luca, è coinvolto l’ex finanziere Giuseppe Ciuro.

Su richiesta del procuratore aggiunto Sergio Demontis il giudice e le indagini preliminari gli ha imposto il divieto di dimora nella provincia di Palermo. Sono indagati per corruzione.

Ciuro ha scontato in passato una condanna a 4 anni e 8 mesi nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “talpe” alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo che vide indagato e poi condannato anche l’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro.

Il militare era imputato di accesso abusivo alla rete informatica della Procura, rivelazione di segreti istruttori e favoreggiamento. Il maresciallo rivelò notizie riservate su indagini in corso al manager della sanità privata Michele Aiello, anche lui processato e condannato per mafia.

Ciuro era una delle pedine della rete di talpe all’interno della Procura di Palermo. Qui ha lavorato per anni come assistente del pubblico ministero Antonio Ingroia. E con Ingroia si era ritrovato al fianco, visto che l’ex procuratore aggiunto lo scelse come collaboratore quando ha lasciato la toga per fare l’avvocato.

Secondo la nuova accusa, l’ex finanziere aveva un debito di 200 mila euro con lo Stato per il suo vecchio processo. Con l’aiuto del sindaco De Luca, Ciuro avrebbe fatto carte false per ottenere la cancellazione del debito. Come? Dichiarando falsamente in trasferimento di residenza e la creazione di un nuovo nucleo familiare a reddito zero. Il gip ha disposto il sequestro di 200 mila euro. A tanto ammonterebbe il profitto del reato.


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