Cronaca

Palermo, “anziani legati”, cade l’accusa: assolti

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25 Novembre 2021, 20:16

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L’assoluzione del tribunale azzera la tremenda ricostruzione degli investigatori. All’Istituto geriatrico siciliano di via Messina Marine a Palermo, così sosteneva l’accusa, gli anziani venivano legati ai letti, storditi con i sedativi e messi sotto chiave nelle stanze. La storia aveva creato parecchio clamore visto che le vittime erano soprattutto anziani affetti da Alzheimer e Parkinson, ricoverati fra il 2011 e il 2013.

La vicenda

Il tribunale ha assolto Valentina Franchina, amministratore e legale rappresentante della struttura convenzionata, Giuseppe Francesco Franchina, amministratore delegato e legale rappresentante, Dario Bruno, medico geriatra.
La Procura aveva chiesto la condanna per i maltrattamenti e l’assoluzione dall’ipotesi che avessero truffato l’azienda sanitaria provinciale di Palermo incassando 5 milioni di contributi non dovuti. Il collegio presieduto da Stefania Gallì ha dato ragione agli avvocati Massimo Motisi, Giuseppe Cincioni, Monica Genovese e Fausto Discepolo. Questi ultimi due legali assistevano l’Istituto, citato come responsabile civile.

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Le parti civili

Al processo si sono costituiti parte civile una trentina di parenti dei ricoverati. Ed erano state proprio da loro testimonianze a fare scattare l’indagine. Nel corso del processo, però, i regali delle difese avevano contestato una serie di contraddizioni nei loro racconti, tanto da da minarne l’attendibilità.

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25 Novembre 2021, 20:16

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