Blocchi di cemento e fuochi vietati| Capodanno, ecco il piano sicurezza

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Commenti

    Fuochi vietati? E’ da alcuni giorni che nella zona viale Lazio – Statua fino alle tre di notte si sentono esplodere vere e proprie bombe, petardi (chiamiamoli così) ad altissimo potenziale di esplosivo con rumore dirompente e credo anche spostamento d’aria per i malcapitati degli edifici presso i quali vengono fatte esplodere. Le Forze dell’Ordine ne sono a conoscenza?

    Il sig. Orlando e il sig. Catania, i quali stanno chiudendo tutta la città in centro e non percorribile per la Ztl e, noi che veniamo dalla periferia dobbiamo volare per accedere in centro, per lavoro, farebbero bene a sistemare il manto stradale, i servizi fatiscenti, le scuole che cadono a pezzi ecc. La città sta diventando invivibile. La città di Palermo è dei cittadini palermitani e non solo dalla giunta comunale. Bisogna che si dia ascolto a tutta la gente.

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Incredibile, i poveri siciliani devono sottostare alle ruberie della politica la quale sciacqua nella corruzione e’la bella vita, mentre il popolo soffre i pensionati e’i dipendenti per sbarcare il lunario devono fare salti mortali, chi commette questi crimini deve pagare con il proprio patrimonio e’per tutta la vita non dovra’ricoprire cariche pubbliche!I nostri figli continuando con la corruzione li lasceremo alla fame

Le finestre chiuse di quella zona dicono di una “paura di contiguità”: Tommaso Natale non è un quartiere più degli altri “assente, lontano, per nulla solidale con gli intimiditi”, se il fattaccio si fosse verificato, chessò, a vicolo del Pallone, in via del Medico, o in via XX Settembre, le finestre del vicinato sarebbero rimaste chiuse, ma con relativa solidarietà da fuori, chissà, anche dai forestieri di Tommaso Natale. Ma il problema c'è, Palermo non è una città solidale. È una città che si ritrova il solito Stato non all'altezza del problema con dichiarazioni inopportune e comportamenti inadeguati a Roma e, peggio, a Palermo. E allora c'è paura in città, ma come dice “Ulisse” ci vogliono “fatti reali”. Uno potrebbe essere l'invito alla riunione di lunedì di Santo Girgenti e di Tommaso Dragotto... avrebbero tanto da dire.

Massimo rispetto per il Suo appello alla Presidente del Consjglio. Sommessamente, lo ritengo però inutile. Si certo, è un gesto, un segnale, un pò come le visite alle famiglie che hanno perso un loro caro. Sono i giorni a seguire i più bui, quando i riflettori si spengono e la vita riprende con i suoi ritmi. Ecco, noi abbiamo bisogno di "continue" attenzioni, di continua vicinanza. E più di ogni cosa abbiamo bisogno che da Roma arrivino segnali forti anzi fortissimi. Ed è lì che la Presidente deve esserci. Con stima.

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