Palermo, minacce all'imprenditore: bambola con proiettile in testa

Palermo, minacce all’imprenditore: bambola con proiettile in testa

Il titolare di una piccola impresa edile ha denunciato
IL RETROSCENA
di
0 Commenti Condividi

Il messaggio era tanto macabro, quanto chiaro. L’imprenditore edile doveva pagare il pizzo. Gli fecero trovare una bambola con un proiettile conficcato in testa e appesa al cancelletto dell’ingresso nella sua villetta.

La vicenda emerge dall’inchiesta che ha colpito la famiglia mafiosa del quartiere Mezzomorreale a Palermo. L’obiettivo era quello di costringere la vittima a mettersi a posto, sborsando una percentuale dell’appalto oppure affidare alcuni lavori ad un’impresa vicina ai boss .

Tra gli indagati figura Gioacchino Badagliacca che al telefono si sfogava con l’anziano mafioso Antonino Anello, anche lui tra gli arrestati. Protestava perché aveva fatto tutto da solo: “Zio Ninì, io, sono uscito la notte io! Anche questa cosa, cioè, si doveva andare a fare la bambola. A metterci un segnale per farli venire perché avevano preso impegni in questi due anni che io sono stato lì dentro”.

Il messaggio non sortì l’effetto desiderato dai mafiosi. L’imprenditore denunciò la minaccia subita.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

0 Commenti Condividi

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *