Palermo, disallineamento con le partecipate superiore ad 83 milioni - Live Sicilia

Palermo, disallineamento con le partecipate superiore ad 83 milioni

Il vice sindaco: "Sono debiti del 2020, ne prendiamo atto. Adotteremo ogni iniziativa utile al controllo"
IL BILANCIO
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PALERMO – Che la situazione delle casse del Comune di Palermo non sia florida è noto da tempo, anche per questo la vecchia amministrazione, guidata da Leoluca Orlando aveva provato ad attuare un piano di riequilibrio che, però prevedeva un vertiginoso aumento delle tasse per i palermitani.

Il risanamento dei conti è rimasto sulle spalle della giunta Lagalla che sta lavorando ad un piano che possa risanare le casse del Comune, ma ad oggi non sembra una cosa semplice anche perché si è in attesa che il nuovo Governo venga nominato e poi di potrà discutere appunto del piano di riequilibro. Piano di riequilibrio che servirà anche per ripianare la situazione contabile legata ai debiti con le società partecipate del Comune che al 31/12/2021 contava un disallineamento contabile, come scritto dal vice ragioniere contabile, Roberto Pulizzi, pari ad € 83.686.488.

Il debito più “grosso” è nei confronti della Rap che vanta un credito di 68.994.352 milioni di euro, ma anche l’Amat, la società che gestisce il trasporto pubblico, vanta un grosso credito esattamente 21.186.403 milioni. Di 6.892.243 è il credito vantato da Amap, 5.216.369 dalla Reset, 4.895.611 da Sispi, Amg, invece, vanta un credito di 3.882.461 milioni, meno grosse le cifre vantate dalla Fondazione Teatro Massimo che è in attesa di 884.387 mila euro e 5.893 euro quelli che attende di ricevere Gesap che gestisce lo scalo aeroportuale di Palermo.

Di questi oltre 83 milioni di euro, € 63.282.538 sono per partite riconciliate, relative ai crediti ritenuti fondati e riconosciuti, ma per le quali non è stato assunto il relativo impegno nel bilancio comunale e quindi prive di copertura finanziaria; 

€ 20.403.950 per partite non riconciliate, per le  quali gli uffici non hanno riconosciuto la fondatezza della pretesa creditoria o hanno comunicato che sono ancora in corso le verifiche sulla prestazione resa, sebbene in taluni casi sia stata già assunta la relativa copertura finanziaria (per € 1.341.737). Rispetto al dato dell’anno precedente, pari a €. 69.404.277 si rileva un incremento del disallineamento totale di € 14.282.211  pari al 20,57%.

“Gli enormi disallineamenti nel 2021 confermano la carenza strutturale del controllo analogo del Comune sulle proprie partecipate. Assenza che è del tutto evidente con i disservizi che subiscono quotidianamente i cittadini palermitani dai rifiuti, ai trasporti”. A dichiararlo è Antonino Randazzo, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale. “L’amministrazione comunale deve attivare tutti i processi utili per attivare un vero controllo sulle società partecipate”.

Proprio di controllo delle partecipate parla il vice sindaco con delega al bilancio Carolina Varchi che annuncia “di concreto con il segretario generale e gli uffici preposto adotterò ogni tipo di controllo utile a potenziare il controllo delle partecipate”.

“L’atto, comunque, è una fotografia allo stato del 2020. Il bilancio consolidato ha natura conoscitiva – spiega il vice sindaco -. Noi, come amministrazione, siamo subentrati da poco più di due mesi e abbiamo preso atto dei disallineamenti e previsto degli accantonamenti. Prendo atto del fenomeno dei disallinementi, così come evidenziato nei pareri che tutta via sono favorevoli sia del Collegio dei Revisori che del Ragioniere Generale e predisporrò tutti gli atti necessari affinché si ponga fine a questo malcostume contabile reiterato da moltissimi anni per superare tale fenomeno”.


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Commenti

    Queste partecipate sono solo feudi elettorali che non danno alcun servizio decente tranne lo stipendio ai dipendenti e il voto ai feudatari di turno

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