Palermo, "pescatore assassino e bugiardo, condannatelo"

“Pescatore assassino e bugiardo, condannatelo a 25 anni”

Processo per l'omicidio di una donna. Il corpo ritrovato dentro un sacco
LA REQUISITORIA
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PALERMO – Secondo la Procura, Damiano Torrente merita di essere condannato a 25 anni di carcere. La parola passa alla difesa. Il 14 dicembre la sentenza per l’omicidio di Ruxandra Vesco, rumena di 38 anni.

Ad assassinarla sarebbe stato il pescatore Torrente che ha più volte cambiato versione. Dopo avere confessato, fatto ritrovare il cadavere e ritrattato durante le indagini preliminari, davanti ai giudici della Corte di assise, presieduta da Sergio Gulotta, ha negato persino di avere conosciuto la donna. E ha tirato in ballo altre persone: sarebbe stato pagato per fare ritrovare il cadavere.

Fu lui a fare trovare il cadavere

Fu Torrente a indicare due anni fa il luogo dove c’erano i resti ossei della donna, messi dentro un sacco e gettati in un dirupo a Monte Pellegrino. L’omicidio risalirebbe al 2015. Il pescatore in un racconto macabro e denso di particolari disse di averla strangolata con una corda (“Voleva denunciarmi e l’ho uccisa”), ma poi si rimangiò tutto.

L’ultima versione

Infine azzerò il suo racconto: “Io Alexandra Vesco non l’ho mai conosciuta, io ho conosciuto la sua storia, io ho raccontato la sua storia, sono stato così stupido da fare ritrovare quello che mi era stato riferito. Mi era stato riferito e mi era stato indicato come posto, io sono stato così stupido da fare ritrovare quello per una cosa mia, una cosa cristiana, una cosa soltanto mia, io questo ho detto al prete, se parlate del prete parlate di un altro processo”.

La parola ora passa al legale della difesa, l’avvocato Alessandro Musso, secondo l’imputato sarebbe un mitomane con profonde turbe psichiche. In passato si era acuto accusato di altri omicidi. Tutte fantasie.

“Narrazione di fantasia”

Un perito di parte ha concluso che “il disturbo personologico, soprattutto nella parte dello stesso ascrivibile alla componente istrionica e narcisistica, può condurlo a narrazione di fantasia con una possibilità di sovrapposizione con il racconto reale volto al soddisfacimento di bisogni immediati e sottovalutazione delle conseguenze per sé del suo narrato”.

I pm Enrico Bologna e felice De Benedittis hanno criticato l’esito della perizia e il metodo stesso con cui è stata condotta. Torrente sarebbe “un bugiardo seriale”.


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