Palermo, follia in discoteca: ragazzini terribili identificati

Palermo, follia in discoteca: ragazzini terribili identificati

Rissa a colpi di vetri e aste di plastica in due locali notturni
LE INDAGINI
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PALERMO – Una certezza e un sospetto. La certezza è che i protagonisti della maxi rissa scoppiata a metà settembre nella discoteca Isound sono tutti minorenni. Il sospetto è che la stessa cosa sia avvenuta sabato nel locale Pay One (guarda il video delle sprangate).

All’Isound di via dell’Arsenale, nella zona dei cantieri navali, si affrontarono due gruppi di ragazzi. Uno sguardo o una parola di troppo avrebbe scatenato il finimondo.

Tirarono fuori coltellini o si armarono di cocci di vetro. Ad avere la peggio fu una ragazza ferita al volto.

I poliziotti hanno identificato una ventina di ragazzini e hanno stilato un’informativa finita sul tavolo del procuratore aggiunto Ennio Petrigni, che ha girato per competenza il fascicolo alla Procura per i minorenni.

Da alcune ore si indaga sulla folle notte del Pay One di via dei Nebrodi. Anche in questo caso la scintilla sarebbe stata qualche parole di troppo, forse un complimento rivolto ad una ragazza, in pista o al bar. Poi due gruppi si sono spostati all’esterno. Hanno usato caschi e aste di plastica. Nelle immagini si vede un giovane per terra, accerchiato da quattro-cinque persone che continuano a colpirlo con una violenza che lascia sgomenti.

Ed ecco il sospetto che qualcuno possa avere portato con se le “armi” davanti alla discoteca. Se così fosse si farebbe largo l’ipotesi dell’attacco programmato. Erano pronti a scatenare l’inferno. Anche stavolta non si esclude che ci fossero dei minorenni mischiati fra gente più grande. Alcuni testimoni riferiscono di ragazzi e ragazze sui 25 anni di età

Alcol e violenza: un mix esplosivo che si ripete nelle discoteche, ma anche nei locali del centro storico. Sta diventando la cifra di un disagio sociale che va al di là del caso singolo, già i per se grave.


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Commenti

    Tutti orfani o hanno anche dei genitori?

    Se volete fare giornalismo e non pietismo o articoli lacrimosi inutili, andate a vedere e farci vedere come si vive nelle periferie

    voglio sperare che gli date una punizione esemplare a loro e ai genitori.

    e’ una giustificazione per questa feccia umana? Molti di questi ragazzi non sanno cosa sia l’educazione. Li manderai a lavorare e fare il militare per capire cosa vuol dire la civiltà e rispetto.

    Sono tutti nipoti dei nonni sessantottini , che volevano cambiare
    il mondo , hanno allevato dei figli , che oggi hanno creato a loro volta figli
    cui hanno insegnato il cambiamento culturale Cari nonni diamo una
    solenne “timpolata ” ai figli , ed una carezza ai nipoti , forse capiranno

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