Palermo, studentessa stuprata: un condannato e un latitante

Palermo, studentessa stuprata: un condannato e un latitante

Il racconto choc della notte di violenza in una casa in via Sammartino
IL VERDETTO
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PALERMO – Una drammatica storia di violenza sessuale. Vittima una studentessa spagnola che si trovava a Palermo per il progetto Erasmus. Un imputato condannato e un altro sotto processo, ma latitante. hanno 30 e 25 anni.

Lo scorso giugno – Livesicilia ha appreso la notizia solo adesso con il deposito della motivazione della sentenza – il Tribunale presieduto da Roberto Murgia ha condannato a 9 anni di carcere Ernest Amadou. A ottobre inizierà il processo nei confronti di Muhamed Fadiga, che è ancora irreperibile. Il primo è originario del Togo, il secondo del Mali.

Vittima e presunti violentatori una sera di giugno 2019 erano insieme a festeggiare la conclusione dell’Erasmus in un locale di via Candelai. La studentessa avrebbe fatto rientro nella casa di via Sammartino che condivideva con altri due giovani. Ad accompagnarla i due imputati, di cui uno faceva parte del giro di conoscenze della vittima.

Il racconto, ricostruito dai giudici nella motivazione, diventa drammatico. Ed è purtroppo una cronaca che si ripete. Dopo avere offerto qualcosa da bere ai due ragazzi la studentessa avrebbe acconsentito a fare dormire Amadou sul divano, mentre accompagnò Fadiga alla porta. Ed invece all’improvviso le sarebbero piombati addosso e dopo averla immobilizzata sul letto l’avrebbero violentata a turno.

Il suo racconto è stato ritenuto credibile e riscontrato. Sul suo corpo c’erano delle ecchimosi dovute ad una “azione di immobilizzazione”. Amadou, secondo i giudici, prima confessò le sue responsabilità e poi ritrattò. “Quello che ha detto la ragazza è vero”, disse agli investigatori, aggiungendo di essersi “messo nei guai” perché a volte “succede qualche pazzia”.

Successivamente cambiò versione, scaricando le colpe sul coimputato. Sono state recuperate, però, le tracce del suo liquido seminale e di quello di un altro uomo. L’imputato, secondo i giudici, avrebbe mentito quando riferì che Fadiga si era nascosto sotto il letto (lo spazio di appena 35 centimetri rende la circostanza impossibile) e di essere andato via quando la studentessa, vedendosi piombare addosso Fadiga, lo aveva colpito al volto (una telecamera li ha ripresi mentre uscivano assieme dal portone).

Alla vittima, parte civile con l’assistenza degli avvocati Mauro Torti e Corrado Nicolaci, il Tribunale ha concesso una provvisionale a titolo di risarcimento danni.


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