Palermo: l'incontro in Vucciria, il passaggio e la violenza sessuale

Palermo, l’incontro in Vucciria, il passaggio e la violenza sessuale

Imputato condannato a cinque anni

PALERMO – Sentenza confermata in appello. Stefano Lo Verso, imputato per violenza sessuale, deve scontare cinque anni di carcere. Avrebbe abusato di una donna di 29 anni.

L’imputato, 43 anni, fu arrestato dai poliziotti del commissariato San Lorenzo a settembre 2022. Per vivere raccoglieva il ferro vecchio abbandonato per strada. Aveva conosciuto la donna in un locale in piazza Garraffello, alla Vucciria, e si era offerto di darle un passaggio fino a casa. Durante il tragitto avrebbe arrestato la marcia in una strada buia nella zona di via Ugo La Malfa. Qui avrebbe cercato di baciare la donna e, al suo rifiuto, l’avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale completo. La donna riuscì ad aprire lo sportello e a fuggire.

Neppure in appello passa la linea difensiva del “rapporto consenziente”. Decisive sono state le immagini di una telecamera. In un fotogramma si vedeva un’ammaccatura che combaciava sia nel mezzo di Lo Verso che in quello usato dal violentatore.

L’avvocato Mariangela Cicero

La donna si era costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Mariangela Cicero. Le è stata riconosciuta una provvisionale immediatamente esecutiva. Il danno definitivo sarà quantificato in sede civile. Oltre alla condanna per l’imputato è scattata la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. “Una sentenza, quella di primo grado, che non poteva che essere confermata anche nel giudizio di appello. La narrazione dei fatti, così come operata dalla persona offesa – spiega l’avvocato Cicero – è stata ritenuta pienamente attendibile. D’altra parte, essa ha trovato ampio conforto nel contenuto della refertazione medica nonché nella allocazione dei segni della violenza subita dalla vittima. Oggi la giovane donna, a seguito degli eventi che l’hanno gravemente segnata, ha dovuto lasciare la terra dove ha sempre vissuto, ma certamente il suo atto di coraggio nel denunciare, ha consentito di fare giustizia”. La difesa preannuncia ricorso in Cassazione.


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