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Voti molto generosi; un 2 era già tanto per tutti. Prestazione indegna.
Prox elezioni tutti i destri a casa.
Se l'intervento di Minardo, nonostante l'aplomb del mediatore, non ha migliorato i rapporti nel partito di appartenenza e nella coalizione, se la nomina del pragmatico Caruso potrà fare ben poco per i tempi strettissimi, possiamo senz'altro dire che il destino della maggioranza è saldamente nelle mani del presidente Schifani, giunto alla fine della partita. Che cosa deciderà? O da vero professionista della politica farà un passo di lato, rendendosi conto della situazione di svantaggio in cui si trova, o come un dilettante continuerà, ignorando l'inevitabile sconfitta. La prima ipotesi porta ad elezioni anticipate, ancora oggi con esito incerto, e con residue chance per Schifani d'essere ridesignato alla guida della destra. Ma se il presidente sceglierà la seconda ipotesi, nel 2027 alle urne la sinistra si avvantaggerà dell'anno perso da Schifani, evidentemente convinto che "è meglio tirare a campare che tirare le cuoia" perché la storia appartiene al passato, ma i cattivi maestri anche al presente.
Alle prox tutti a casa.
Paradossale!!!


la catena non si spezza mai, l’articolo riporta una sequenza di figure, con nomi sempre uguali, che entrano ed escono dal carcere e, comunque, sempre al centro di attività criminose. Prima fra tutte quella della estorsione a tappeto su tutte le imprese commerciali ed edilizie del rione; in vero in lessico di mafia si chiama “mandamento” . La macchina investigativa fa appieno il proprio dovere, li cerca, li trova e costruisce le prove per il rinvio a giudizio. Ma tutto ciò non rompe la catena della scellerata solidarietà che è asse portante del controllo del quartiere da parte della Mafia, poichè durante la carcerazione subentrano le seconde linee che seguitano a raccogliere i fondi per alimentare l’economia della cosca e, soprattutto, per sostentare le famiglie dei propri esponenti in stato di carcerazione. Questi, ultimi, già il giorno stesso che escono dal carcere scontata la pena – sovente con qualche regalo per buona condotta, perchè in carcere diventano tutti buoni ! – riprendono l’attività di riscossione del pizzo, diligentemente dando pure assistenza a quelli che li anno sostituiti e che, senza soluzione di continuità, sono stati a loro volta arrestati e condannati. Ogni tanto qualcuno compie qualche errore comportamentale di cui non fa tempo a pentirsi prima di averlo pagato con la propria vita, ma il telaio resta solido e regge anche a questi episodi che fanno parte della collaudata macchina dell’organizzazione mafiosa egemone nel mandamento. L’unica possibilità di spezzare questo abominevole circuito sarebbe data da una diversa legge per la somministrazione della pena: Prima condanna per estorsione mafiosa, detenzione mai inferiore ai 10 anni e poi, per i casi di recidiva, si butta via la chiave o si esce dopo gli ottant’anni solo per casi umanitari di demenza senile o per patologie in stato terminale. La buona condotta dovrebbe inoltre essere corroborata da prova di mezzi leciti che hanno consentito il sostentamento della propria famiglia durante il regime di carcerazione.