Palloncini bianchi per Smeraldina | L’addio alla “piccola guerriera”

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24 Aprile 2015, 19:47

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Catania – Tanto, tantissimo bianco oggi pomeriggio in cattedrale. E non solo per la piccola bara con dentro l’altrettanto piccolo corpo di Smeralda. Il colore dell’innocenza, appunto, è anche nei tanti cuscinetti di fiori donati da parenti, amici e tifosi. Sì, tifosi. Catanesi e anche napoletani. Il papà, Pino, è un grande supporter rossoazzurro e i compagni di gradinata non hanno fatto mancare il loro affetto. Neanche il candore del bianco, che per un giorno sovrasta – forse giustamente – quelli della maglia della squadra etnea. Presente anche il patron Nino Pulvirenti, che ha voluto esserci a tutti i costi per porgere di prima persona l’omaggio del club di Torre del Grifo alla famiglia. In fine, un numero indefinito di palloncini bianchi è stato liberato in cielo come ultimissimo saluto verso un bambina che per molti è già “maestra di coraggio”. Una coreografia paradossalmente rassicurante e che sembra quasi stonare con i sentimenti che molti, al momento, avevano sicuramente in cuore. Soprattutto, e inevitabilmente, i genitori. Ma il valore del gesto racchiude delicatezza e bontà. E si capisce senza bisogno di sforzi e interpretazioni.

Vale tuttavia l’immagine del volo che accompagna Smeralda nel suo ultimo viaggio. “Ha trovato la strada, quella che il mondo le aveva precluso”. Il sacerdote Nello Ausini cerca in tutti i modi di consolare l’angoscia di un’assemblea che non trova risposte e non può trovarne davanti al dolore di un bambino, di un innocente. “Chi pensa che la sua sia stata un’esistenza sprecata, sbaglia. Lei ha donato amore, ai genitori, alla sorella e a chi le valuto bene”, ha aggiunto Ausini.

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Smeralda porta con sé, tuttavia, il dolore di “tutta la città”. Esprime sofferenza il sindaco Enzo Bianco. Parla in nome di tutta Catania e non tanto in quanto esponeste delle istituzioni, ma più semplicemente come uomo: “Qualunque padre abbia avuto un figlio che ha rischiato la vita per una grave malattia conosce la terribile angoscia, la disperazione di certi momenti. Esistono, purtroppo, migliaia di queste privatissime tragedie e la scienza non ha ancora una risposta per troppe malattie”. Evidentemente, la vicenda di Smeralda tocca il sindaco fin nel profondo. Le corde che vibrano nulla hanno a che vedere con la retorica. “Questo è dunque il momento del cordoglio, della riflessione che tutta la città deve compiere sul senso di questa vicenda umana. Mi riconosco in quel messaggio ai social media del padre di Smeralda, Giuseppe, in cui definiva la figlia ‘una piccola guerriera’, ricordando come non avesse smesso, fino alla fine, di combattere. E mi sento di condividere lo straziante dolore suo, della madre e della famiglia”.

 

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24 Aprile 2015, 19:47

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