Catania

Pfizer Catania, Giorgetti si smarca: ‘Questione regionale’

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19 Marzo 2022, 13:12

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CATANIA – Una doccia fredda per i lavoratori del laboratorio etneo della Pfizer che rischiano il licenziamento o il trasferimento ad Ascoli Piceno. L’azienda che ha prodotto miliardi di vaccini anticovid nel mondo ha certificato centinaia di esuberi alle latitudini siciliane. Scioperi, incontri, confronti non hanno portato al momento nulla di concreto. Tutto è impantanato. E mentre i sindacati chiedono l’intervento del Mise, il ministro leghista Giancarlo Giorgetti si smarca dal coinvolgimento della vertenza. La nota è chiara: “Al momento non ci sono le condizioni per un suo coinvolgimento essendo la questione di competenza regionale”. Per i sindacati il documento diramato poche ore ha il sapore “della smentita a quanto invece aveva detto il Ministro del Lavoro Andrea Orlano appena qualche settimana fa in Parlamento”.

“Ci auguriamo che i ministri Giancarlo Giorgetti e Andrea Orlando almeno si parlino. Nell‘interesse di lavoratrici e lavoratori della Pfizer Catania”, commentano i segretari generali di Cgil-Cisl-Uil e Ugl Catania insieme con i segretari delle organizzazioni di categoria Filctem-Femca-Uiltec e Ugl Chimici. E alzano i toni: “Stupisce leggere che il dicastero guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti neghi la possibilità di un proprio intervento al momento. Se non ora, quando?! Stupisce ancor di più che il ministro dello Sviluppo economico non tenga in alcun conto gli impegni assunti dal collega al Lavoro nel corso di un question-time parlamentare. Rispondendo a un’interrogazione sul caso Pfizer – spiegano i sindacati – il ministro Andrea Orlando aveva testualmente assicurato la massima disponibilità a sostenere, d’intesa con il ministero dello Sviluppo economico, tutte le iniziative necessarie alla soluzione della crisi, al fine di salvaguardare prioritariamente il destino di tanti lavoratori e il tessuto economico e produttivo del territorio di Catania”.

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Insomma due posizioni diametralmente opposte. Almeno in apparenza. Cgil-Cisl-Uil e Ugl con Filctem-Femca-Uiltec e Ugl Chimici concludono: “Siamo di fronte a una vertenza-simbolo che investe la civiltà del diritto e del lavoro nel nostro Paese, poiché è decisamente sconcertante che venga comunicata la volontà di licenziare da una multinazionale capace di macinare giornalmente profitti miliardari. Riteniamo, quindi, che l’intervento del Governo nazionale sia necessario e irrinviabile”.

I sindacalisti evidenziano come da Roma siano arrivate in una manciata di giorni due posizioni diametralmente opposte. “Avevamo accolto con speranza la dichiarazione del ministro Orlando, che aveva precisato come la legge di Bilancio offra strumenti finalizzati alla riqualificazione e alla gestione di crisi transitorie che consentirebbero di evitare la riduzione strutturale del personale. Adesso, da altro ministero, giunge una frenata inattesa. Urge un chiarimento”, dicono. La chiarezza dell’esecutivo sarebbe auspicabile visto che si parla della vita e del futuro occupazionale di centinaia di lavoratori. E non si può certo improvvisare.

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19 Marzo 2022, 13:12

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