Pitruzzella, per la quarta volta| il pm chiede l’archiviazione

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15 Gennaio 2016, 13:40

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PALERMO – Il pubblico ministero torna a chiedere, per la quarta volta, l’archiviazione dell’inchiesta a carico del presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella e di altri tre indagati. Secondo la stessa Procura della Repubblica di Catania, non ci sono gli elementi per mandarli sotto processo perché il loro operato è stato corretto.

Al centro dell’indagine un’ipotesi di corruzione in atti giudiziari nell’ambito di un’inchiesta su un lodo arbitrale tra l’Università del capoluogo etneo e quella della Kore di Enna. Per l’inchiesta, nata nel 2008, la Procura di Catania aveva sollecitato per tre volte l’archiviazione del fascicolo, ma il presidente dell’ufficio del Gip Nunzio Sarpietro aveva rigettato le richieste, indicando anche la nuova accusa da contestare: da abuso d’ufficio a corruzione in atti giudiziari.

L’Ateneo di Catania sosteneva di vantare un credito di 25 milioni di euro e fece ricorso a un lodo arbitrale: il collegio arbitrale deliberò all”unanimità un risarcimento simbolico di 100 mila euro. A votare a favore furono Pitruzzella, arbitro scelto dalla Kore, il presidente del collegio, l’allora avvocato dello Stato Giuseppe Di Gesu, il terzo arbitro scelto dall’Università di Catania, Giuseppe Barone. Qualche tempo dopo alla Procura di Catania arrivò un esposto anonimo nel quale si segnalava che la Kore di Enna aveva dato alla figlia di Di Gesu un importante incarico come docente. La Procura chiese l’archiviazione, ma il presidente dei Gip Sarpietro rimandò il fascicolo ai Pm con l’indicazione di procedere non per abuso d’ufficio ma per corruzione in atti giudiziari nei confronti di quattro persone: Di Gesu, Pitruzzella, l’allora presidente del Consorzio ennese universitario Giuseppe Petralia e Carlo Comandè, il legale che nel lodo arbitrale rappresentava la Kore.

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La notizia dell’indagine venne rilanciata dalla stampa a fine novembre scorso, nei giorni in cui Pitruzzella era candidato a ricoprire un posto di giudice della Corte costituzionale. Corsa dalla quale Pitruzzella si ritirò. Ora arriva la quarta richiesta di archiviazione da parte del pm Valentina Grosso a cui si sono associati i legali di Pitruzzella, l’avvocato Nino Caleca, e di Comandè, avvocati Marcello Montalbano e Angelo Mangione.

“Gli elementi di indagine non sono sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio, il materiale probatorio è allo stato lacunoso e non integrabile in quanto, stante il tempo trascorso, eventuali ulteriori indagini non sarebbero proficue”, così aveva motivato il pubblico ministero la precedente richiesta di chiudere il caso. Ora come spiegano i due legali, “il rappresentante della pubblica accusa è entrata nel merito, sostenendo la correttezza di tutte le procedure del lodo”.

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15 Gennaio 2016, 13:40

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