Poltrone e facce nuove |Primo giorno di scuola all’Ars

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15 Dicembre 2017, 11:49

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PALERMO – La prima novità che balza all’occhio sono le poltrone della presidenza e del governo. Rosse e non più gialle. Sala d’Ercole s’è rifatta il look per questa nuova legislatura, la prima con settanta deputati. Tra i quali tante matricole. Così come molti assessori alla loro prima volta a Palazzo dei Normanni. Come Vittorio Sgarbi, che arriva e si ferma volentieri con i giornalisti, lanciando l’idea di portare a Palermo nell’ambito delle iniziative per la Capitale della cultura, le più importanti opere d’arte classiche. Ci sono anche i veterani, e pure gli ex presidenti, si notano Guido Lo Porto e Paolo Piccione. I giornalisti si contendono le new entry, come Franco De Domenico e Michele Catanzaro del Pd, emozionati. Claudio Fava, intabarrato e di buon umore, torna nel Palazzo dove trascorse solo pochi mesi, un po’ di tempo fa: “Il misto è ancora lì in fondo?”, chiede ai cronisti. Giorgio Assenza arriva sorridente e ai giornalisti che gli chiedono se c’è un’intesa a Palermo dice: “Chiedete alla persona sbagliata”. Arriva anche Fabrizio Micari, lui all’Ars non è stato eletto ma ha portato un saluto e i primi a incontrarlo sono Giuseppe Lupo e Anthony Barbagallo. Vincenzo Figuccia è accompagnato dal papà, Angelo, politico palermitano di lungo corso. Musumeci invoca l’aiuto di Dio, poi prende posto, alla sua destra Gaetano Armao e alla sinistra Toto Cordaro. In grigio e in blu la gran parte di assessori e deputati, tailleur per la maggior parte delle deputate. Presiede la seduta Alfio Papale, il deputato più anziano d’età, cu spetta a principio di seduta fare le condoglianze a nome dell’Assemblea al deputato Pippo Gennuso, oggi assente per un gravissimo lutto familiare. Papale fa un breve discorso e invita a superare i personalismi. Vicino a lui c’è Luigi Genovese che come deputato più giovane svolge oggi da regolamento mansioni da deputato segretario. Si sente un po’ la mancanza di Giovanni Greco, che cinque anni fa rese particolarmente gustoso questo momento con il suo eloquio. Ora si passa al voto. Sembra che sarà necessario tornare domani, salvo che da qualche parti non arrivi un “regalo” alla maggioranza.

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15 Dicembre 2017, 11:49

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