Preso il killer del ‘Fortino’ |La confessione: “Ho sparato…”

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29 Dicembre 2017, 14:17

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CATANIA – Svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Enzo Valenti. La Squadra Mobile ha arrestato il killer che la notte tra il 19 e il 20 dicembre scorso ha ucciso con due colpi di revolver il 21enne in piazza Palestro. Si chiama Danilo Gazzetta, il presunto omicida. Il giovane braccato dagli investigatori si è costituito alcuni giorni fa, precisamente il 22 dicembre. Il fermo emesso dal pm Fabrizio Aliotta è stato convalidato dal Gip Santino Mirabella che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Danilo Guzzetta, 18 anni, è figlio del più noto Angelo Guzzetta, arrestato nel blitz antidroga Fort Apache ed esponente del clan Cappello-Bonaccorsi. Il suo nome è tra gli indagati anche dell’inchiesta Game Over del 2001. Secondo gli inquirenti avrebbe avuto un ruolo di vertice all’interno della cosca che ha il suo quartier generale al “passareddu” (via Poulet) di San Cristoforo.

Come già emerso il giorno dopo l’omicidio, il movente che avrebbe portato alla sparatoria al Fortino sarebbe stata una lite per una fidanzatina contesa. Guzzetta, che ha confessato tutto agli inquirenti alla presenza del suo difensore, l’avvocato Mario Pavone, ha raccontato che tra lui e Valenti era scoppiata una discussione sotto casa sua. Poi per chiarire si erano dati appuntamenti al “Fortino”, ma la situazione era degenerata. La tensione è arrivata alle stelle e davanti ad altre persone ha estratto la pistola ed ha sparato. Poi la paura: si è nascosto, ha smesso di usare lo smartphone. Quando gli agenti sono arrivati a casa sua poche ore dopo l’omicidio non hanno trovato nessuno. Il clima nel quartiere era teso e alla fine ha deciso di costituirsi. Forse non ha avuto scelta. Le pressioni erano forti. Da una parte gli investigatori che lo cercavano e dall’altra gli amici e i parenti del 21enne ucciso in cerca di giustizia. 

Il diciottenne, detenuto a Piazza Lanza, è accusato di omicidio volontario con l’aggravante di aver commesso il fatto per futili motivi. Nell’ordinanza firmata dal giudice Mirabella si legge anche tra le contestazioni detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

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Quella maledetta notte tutto è avvenuto in pochi secondi. Il gruppo di ragazzi davanti alla chiesa del Sacro Cuore del Fortino. La discussione animata per una ragazza che avrebbe avuto un legame sentimentale con Valenti. Poi qualcosa è andato storto. Danilo ha iniziato sparare. Enzo è caduto a terra. Immediatamente è stato stato trasportato al Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele. Ma dopo un’ora è morto. Troppo gravi le ferite al braccio e al torace.

All’ospedale di via Plebiscito arriva la Squadra Mobile, mentre la polizia scientifica arriva in piazza Palestro, sul marciapiede della chiesa Sacro Cuore del Fortino, all’angolo con via Palermo, i poliziotti trovano tracce ematiche. Passano poche ore e gli investigatori sono già sulle tracce del 18enne. Un certosino lavoro di polizia giudiziaria permette di far scoprire agli investigatori che tra Valenti e Guzzetta vi è stata una lite quella notte. La certezza che il 18enne tra mezzanotte e l’una si trova nella zona del Fortino arriva dai controlli dei tabulati telefonici e delle cellule telefoniche. Inutile – come detto – il blitz a casa dell’indagato per poter effettuare lo stub: il 18enne fa perdere le sue tracce per due giorni. Fino a quando non si presenta in via Ventimiglia, accompagnato dal suo legale. Il giovane racconta quella notte di sangue: il primo litigio sotto casa, l’appuntamento al Fortino, la pistola in tasca quando arriva all’incontro in piazza Palestro, la discussione animata per quella ragazza che gli ha fatto perdere la testa, i colpi di revolver. Poi il buio. Infine l’unica scelta possibile: confessare.

 

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29 Dicembre 2017, 14:17

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