Quel sorriso spezzato | nell’ora dei lupi

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22 Novembre 2013, 01:46

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Il sorriso spezzato di questa donna con i capelli bianchi e gli occhiali risuona come un allarme nei nostri incubi più fondi. Non possono essere uomini coloro che sono entrati nella farmacia e hanno reciso – con che parti di responsabilità lo diranno le indagini – il tenue filo esistenziale di una signora amata e nel cuore di tutti. Sono lupi, con denti che non si fermano davanti a nulla.

Pubblicando la foto di Giuseppina il campanello dell’allerta l’abbiamo sentito squillare forte. Il suo era un sorriso familiare, come ce l’ha ancora una mamma nei nostri pensieri più cari, nelle nostre carezze migliori. Una dolcezza, da zia, da nonna di Cappuccetto rosso, una cortesia tangibile, un profumo di cucine e tovaglie antiche. Eppure non è bastata tanta manifesta delicatezza a salvare la vita di una farmacista in un piccolo paese dove tutti si danno del tu.

L’incubo non è nuovo. Siamo i viaggiatori di tempi famelici. E sappiamo che i lupi esistono e che, del resto, sono sempre esistiti. Attraversiamo giorni che – se non in felici micro-eccezioni – non conoscono la tenerezza, perché hanno ripudiato il senso di ogni umanità. Contro le zanne di un pericolo mai così vicino e tangibile come adesso, non serve nemmeno invocare il patibolo o la tortura. La violenza si nutre del suo stesso sangue. Occorrerebbe recuperare, appunto, un respiro più umano, nutrendo una disperata fiducia nel contagio benefico. E sperare. E pregare che nessun lupo sfiori il nostro cammino o il sorriso delle persone che amiamo.

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22 Novembre 2013, 01:46

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